Mettiamo fine alla sofferenza di astici, granchi e aragoste
In Italia i crostacei decapodi (come granchi, astici e aragoste) sono gli unici animali senzienti che possono essere esposti e venduti vivi al consumatore e uccisi per bollitura.
Firma la petizioneLe nostre richieste
Il divieto di detenere crostacei decapodi vivi a diretto contatto con il ghiaccio o in acqua con ghiaccio, considerato che questa pratica causa sofferenze ed è un pericolo per la loro salute e benessere.
Il divieto della bollitura dei crostacei decapodi da vivi (compreso il lento innalzamento della temperatura dell'acqua), dato che ciò apporta sofferenze prolungate.
Il divieto della vendita diretta al consumatore di crostacei decapodi vivi (incluso l'acquisto online), dato che in questi casi non può essere accertato in che modo gli animali vengano tenuti, maneggiati e uccisi, rappresentando dunque un rischio per il loro benessere.
Che i crostacei decapodi siano riconosciuti dalla legge come esseri senzienti, capaci di provare dolore e sofferenza al pari di altri animali già riconosciuti come tali, come mammiferi e uccelli, considerando le numerose evidenze scientifiche a supporto di ciò.
Cosa pensano gli italiani
I risultati del sondaggio Youtrend mostrano una crescente consapevolezza: il 58% degli italiani ritiene che astici, granchi e aragoste provino dolore e debbano essere tutelati come le altre specie utilizzate a fini alimentari.
Fonte: Youtrend per Animal Law Italia, ottobre 2025
Dobbiamo agire subito
I crostacei decapodi sono esseri senzienti
Secondo un report redatto dalla London School of Economics and Political Science e pubblicato nel novembre 2021 — in cui sono stati analizzati più di 300 studi in materia — i crostacei decapodi (crostacei appartenenti all'ordine Decapoda, aventi dieci zampe) sono esseri senzienti, capaci cioè di provare sentimenti tra cui dolore e sofferenza. In ragione delle evidenze scientifiche così raccolte, i crostacei decapodi sono stati inclusi nel Regno Unito tra le specie animali alle quali l'Animal Welfare (Sentience) Act del 2022 riconosce la qualità di esseri senzienti. Anche la British Veterinary Association richiede che per questi animali vengano usati solo metodi di uccisione umani. Sono inoltre diversi i paesi del mondo, tra cui Svizzera, Austria, Norvegia, Nuova Zelanda e alcuni Stati e Territori dell'Australia, ad aver implementato norme per la tutela di questi animali.
I crostacei decapodi sentono dolore
Vi è ormai un elevato grado di consenso nella comunità scientifica sulla capacità dei crostacei decapodi di sentire dolore. A prova di ciò vi sono diversi studi sul sistema nervoso, sul comportamento e sulle risposte a stress in questi animali, i quali soddisfano 14 su 17 criteri del dolore proposti dallo studio Defining and assessing animal pain di Sneddon e altri autori. Il risultato è significativo, considerando che i tre criteri non soddisfatti non sono mai stati testati sui crostacei decapodi. In considerazione di questo si può, quindi, assumere che questi animali provino dolore e mettere in discussione molte delle pratiche alle quali sono soggetti di routine.
L'Italia potrebbe guidare il resto dell'Europa
In Europa, solo Svizzera, Austria e Norvegia hanno norme specifiche sul trattamento dei crostacei decapodi a livello nazionale. L'adozione di una legge che stabilisca parametri sull'adeguata cattura, maneggiamento, trasporto, stoccaggio e uccisione di questi animali in Italia potrebbe apportare un grande cambiamento in Europa, inducendo anche altre nazioni a introdurre norme adeguate per il loro trattamento.
Sostieni il cambiamentoLa coalizione
Nel luglio 2025 abbiamo lanciato la prima coalizione nazionale per la tutela dei crostacei, che riunisce 9 organizzazioni. Si tratta della prima coalizione del suo genere a livello europeo.



Una sofferenza inaccettabile

Noi di ALI crediamo che sia necessario e urgente vietare le pratiche che provocano inutile sofferenza a questi animali. Per questo, abbiamo commissionato la stesura del report scientifico La questione della senzienza nei crostacei decapodi all'Università degli Studi di Messina.
Lo studio, scritto dalla Prof.ssa Passantino e colleghe del Dipartimento di Medicina Veterinaria e pubblicato a maggio 2024, passa in rassegna le più recenti evidenze scientifiche disponibili sulla capacità di senzienza di questi animali e conclude che i crostacei decapodi sono esseri senzienti, capaci di sentire dolore e sofferenza e dunque meritevoli di protezione al pari di ogni altro animale senziente impiegato all'interno della filiera alimentare.
Questo studio è il primo del suo genere a essere pubblicato in Italia e rappresenta il primo posizionamento di un'università italiana su questo tema.
Sostieni il cambiamentoLa situazione legale

La situazione a livello globale
L'uso dei crostacei decapodi per il consumo umano è in continua crescita e la pesca di questi animali a livello globale sta crescendo più velocemente di quella di qualsiasi altro gruppo di animali.
Tuttavia, ad eccezione di alcuni paesi, i crostacei decapodi rimangono totalmente negletti dal punto di vista di tutela nei vari processi che portano alla loro produzione, nonostante la scienza abbia ad oggi dimostrato la loro senzienza, capacità cioè di provare sensazioni tra cui dolore e sofferenza.

La normativa europea
Nessuno dei regolamenti e delle direttive europee per la tutela degli animali si applica ai crostacei decapodi, di cui fanno parte molti dei crostacei più conosciuti e usati in cucina, tra cui astici, aragoste e la maggior parte di gamberi e granchi.
Questo significa che le tutele offerte agli altri animali durante le fasi di trasporto, detenzione e uccisione non sono garantite ai crostacei decapodi.

La situazione in Italia
In Italia non soltanto manca una disciplina nazionale unitaria, ma diversi Comuni hanno introdotto Regolamenti che hanno previsto norme di tutela applicabili alla fase di vendita e/o consumo nei ristoranti.
Purtroppo, si tratta di una tutela disomogenea, riferita a parametri scientifici differenziati, che resta inadeguata e di difficile applicazione.
Le principali problematiche
Le evidenze scientifiche hanno dimostrato la capacità dei crostacei decapodi di provare dolore e di soffrire ma molte pratiche comunemente adottate all'interno dell'industria alimentare non sono compatibili con il rispetto del benessere di questi animali e risultano per loro dolorose.
Pesca a strascico
Questo metodo ha un alto tasso di mortalità e ferite.
Pesca con nasse
Gli arti dei crostacei decapodi catturati in questo modo possono rimanere impigliati e staccarsi dal corpo dell'animale.
Maneggiamento non idoneo
Il maneggiamento improprio dei crostacei decapodi da parte di personale inesperto o non adeguatamente formato può provocare danni considerevoli ai corpi di questi animali, nonché la morte nei casi peggiori.
Declawing
Questo procedimento comporta la rimozione di una o entrambe le chele prima di riportare in acqua l'animale, causando dolore e compromettendone lo stato di salute.
Stoccaggio in contenitori non adatti
I contenitori generalmente utilizzati per il trasporto o lo stoccaggio dei decapodi possono non essere resistenti a urti e pressione e gli animali possono essere posizionati uno sopra l'altro a densità elevate, pratica in contrasto con le loro naturali esigenze di isolamento.
Detenzione su ghiaccio
In natura, la quasi totalità delle specie di crostacei decapodi vive in acque la cui temperatura non scende mai al di sotto dei 2°C. A questa temperatura e al di sotto di essa, quasi tutte le specie di crostacei decapodi diventano immobili.
Detenzione in acquari senza riparo
Nel loro ambiente naturale, astici, aragoste e alcune specie di granchi trascorrono la maggior parte del tempo al buio, generalmente sotto rocce e al riparo dalla luce. Le vasche utilizzate per la detenzione di questi animali in negozi e ristoranti sono tuttavia generalmente spoglie e prive di ripari, e gli animali sono esposti a una forte illuminazione.
Alta densità
Molte specie di crostacei decapodi importanti dal punto di vista commerciale come aragoste, astici e granciporri, sono animali solitari altamente territoriali, ma vengono spesso collocati con altri individui a densità elevate.
Nicking
Questa pratica comporta il taglio dei tendini delle chele al fine di impedirne il movimento ed è diffusa nella pesca del granciporro atlantico (Cancer pagurus), la cui morfologia delle chele non permette di immobilizzarle con elastici. La pratica causa dolore all'animale e ne compromette in maniera irreparabile lo stato di salute.
Spedizioni a casa del consumatore
La consegna di decapodi vivi nelle abitazioni private è una pratica che non garantisce un'efficace tutela del benessere degli animali nelle fasi di maneggiamento, detenzione e uccisione.
Metodi di uccisione cruenti
Sono diverse le pratiche di uccisione inappropriate usate comunemente su questi animali, come ad esempio il dismembramento, l'immersione in acqua bollente e il congelamento da vivi.
Segnala maltrattamenti
Hai visto un astice ancora vivo disteso su ghiaccio? Un granchio fuori dall'acqua, con le chele legate? Gamberi, ancora in vita, esposti alla luce e senza riparo?
Fai una segnalazioneI nostri report

(IT) Il trattamento dei crostacedi decapodi da parte di importatori e distributori in Italia
Luglio 2024 Leggi il report →
(IT) Se avessero una voce: la sofferenza di astici, aragoste e granchi nei supermercati d'Italia.
Giugno 2024 Leggi il report →
Fruscella L., Norme di mantenimento di aragoste e astici in acquari, con specifiche su densità di stoccaggio, ripari, luce e legatura delle chele.
Giugno 2024 Leggi il report →

Fruscella L., Passantino A., Il mantenimento su ghiaccio dei crostacei decapodi e i suoi effetti.
Dicembre 2023 Leggi il report →




(IT) Il commercio dei crostacei decapodi in Unione europea e in Italia.
Novembre 2022 Leggi il report →Aggiornamenti

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