Dal 1° gennaio 2026, i Paesi Bassi hanno ufficialmente implementato una delle normative più stringenti al mondo in materia di benessere animale, introducendo il divieto di detenzione e commercio per i gatti di razza Scottish Fold e Sphynx. Quella che era iniziata come una restrizione sull’allevamento (già in vigore dal 2014) si è trasformata in un bando totale che mira a eliminare progressivamente la presenza di gatti selezionati per caratteristiche estetiche che causano sofferenza cronica.
Il cuore del divieto: sofferenza vs estetica
La decisione del governo olandese si basa sul concetto di “maltrattamento genetico”.
- Scottish Fold: la mutazione genetica che causa le caratteristiche orecchie piegate è l’osteocondrodisplasia. Questa patologia non colpisce solo le orecchie, ma compromette le cartilagini e le ossa di tutto il corpo, portando a dolori articolari cronici, rigidità e, nei casi più gravi, paralisi.
- Sphynx: la totale assenza di pelo e, soprattutto, di vibrisse (baffi) è considerata una menomazione sensoriale. I gatti nudi hanno difficoltà nella termoregolazione, sono costantemente a rischio di scottature e infezioni cutanee, e la mancanza di peli tattili limita la loro capacità di orientamento e comunicazione.
Cosa cambia per i proprietari e i professionisti
Il bando, entrato in vigore il 1° gennaio 2026, prevede regole chiare e sanzioni pesanti:
- Non è più possibile acquistare questi gatti né in Olanda né all’estero per portarli nel Paese. Anche la pubblicità e l’esposizione sui social media per fini commerciali o di promozione della razza sono soggette a restrizioni.
- Chi viene trovato in possesso di un esemplare nato dopo il 1° gennaio 2026 o non regolarmente registrato rischia una multa amministrativa di circa 1.500 euro.
- Questi gatti non possono più partecipare a mostre feline, competizioni o fiere di settore sul suolo olandese.
La “clausola di salvaguardia” per chi possiede già un gatto
La legge non ha effetto retroattivo in termini di confisca. Chi possiede già uno Scottish Fold o uno
Sphynx può continuare a tenerlo fino alla fine della sua vita naturale, a patto che:
- Il gatto sia stato microchippato prima del 1° gennaio 2026.
- Il proprietario possa dimostrare che l’animale era già in suo possesso prima dell’entrata in vigore
del divieto.
Quando l’aspetto compromette la relazione
Dal punto di vista etologico, le caratteristiche che hanno portato al divieto nei Paesi Bassi non riguardano solo la salute fisica del gatto, ma interferiscono direttamente con il suo modo di essere gatto.
Le orecchie piegate non sono solo un dettaglio estetico. Nel gatto, le orecchie svolgono un ruolo fondamentale nella comunicazione:
- orientano l’attenzione,
- segnalano stati emotivi (curiosità, paura, irritazione),
- permettono una lettura fine dell’ambiente sonoro.
Nei gatti con orecchie piegate, la postura auricolare è permanentemente alterata, rendendo più difficile:
- comunicare in modo chiaro con altri gatti,
- inviare segnali coerenti all’umano,
- muoversi in sicurezza quando il dolore articolare limita il movimento.
Il risultato è spesso un gatto più prudente, meno esplorativo, talvolta irritabile, non per “carattere”, ma per adattamento al dolore.
Il ruolo delle vibrisse: molto più che “baffi” Le vibrisse (baffi e peli tattili) sono veri e propri organi sensoriali. Consentono al gatto di:
- percepire distanze e spazi,
- orientarsi al buio,
- modulare il movimento del corpo,
- sentirsi sicuro nel proprio ambiente.
Nei gatti nudi, l’assenza o l’alterazione delle vibrisse comporta una deprivazione sensoriale. Questo può tradursi in:
- insicurezza,
- aumento dello stress,
- maggiore difficoltà nell’adattamento ambientale,
- comportamenti compensatori o di evitamento.
Adattamento ≠ benessere
Un punto cruciale, spesso frainteso, è questo: il gatto può adattarsi anche a condizioni non ottimali, ma adattarsi non significa stare bene. Molti gatti con queste caratteristiche:
- giocano,
- cercano contatto,
- convivono con l’umano in modo apparentemente “normale”.
Ma questo comportamento riflette la straordinaria capacità adattativa del gatto, non l’assenza di disagio.
Un segnale chiaro
L’approfondimento sulle patologie che hanno portato al bando olandese rivela un quadro clinico complesso, dove l’estetica della razza è purtroppo legata a doppio filo a deficit funzionali e dolore cronico. Questa normativa manda un segnale chiaro:
- un animale non può essere allevato, venduto o detenuto se la sua stessa forma corporea è causa di sofferenza.
- il piacere umano, l’estetica o la moda non possono giustificare il dolore cronico di un animale.
È una presa di posizione che invita anche i proprietari a una riflessione più ampia:
- non tutto ciò che è “di razza” è sano,
- non tutto ciò che è popolare è etico,
- la responsabilità non è solo di chi alleva, ma anche di chi sceglie.
Una responsabilità anche relazionale
Dal punto di vista della relazione uomo–gatto, scegliere consapevolmente un animale la cui morfologia implica dolore o limitazioni significa:
- accettare una relazione basata sulla compensazione,
- richiedere cure e attenzioni continue per “tamponare” un problema strutturale,
- esporsi al rischio di una relazione fragile, fatta di frustrazione reciproca. La decisione dei Paesi Bassi rappresenta, quindi, un passo importante verso una relazione più consapevole e rispettosa con il gatto.



