Lo scorso gennaio, il Consiglio comunale di Genova ha approvato, all’unanimità, la mozione presentata dalla Consigliera Francesca Ghio di Avs, delegata alla tutela degli animali. Con questo provvedimento è stata rifiutata la richiesta di autorizzazione per l’attendamento del circo Africa di Paolo Orfei, che si sarebbe dovuto tenere in città dal 12 al 16 febbraio.
Tuttavia, il comune è andato oltre, depositando una mozione con la quale si sollecita il Governo ad attuare la legge delega n. 106 del 2022 che prevede il graduale superamento del circo con animali in Italia e che a dicembre di quest’anno scadrà tale possibilità.
La mozione, inoltre, contiene altri impegni del comune come:
– “Promuovere campagne di informazione e sensibilizzazione nelle scuole e sul territorio comunale per diffondere una cultura del rispetto animale, valorizzando le forme di circo contemporaneo e artistico prive di animali eventualmente anche accompagnate da personale appartenente alle Guardie ecozoofile volontarie delle associazioni di protezione animale”;
e, ancora, al punto 5, della mozione n.11/2026, pag. 4:
– “A favorire e incentivare l’accoglienza di circhi “animal-free’’ incentivando spettacoli basati su abilità artistiche umane, offrendo patrocini e facilitazioni nelle concessioni di suolo pubblico per quegli spettacoli che non utilizzano animali.”
La scelta del comune è in linea con la sensibilità della maggioranza degli italiani. Infatti secondo vari sondaggi, il 76% degli italiani è contrario al circo con animali . Contestualmente, si tiene anche conto delle condizioni di stress e dolore psico-fisico che gli animali patiscono. Essere portati via dal loro habitat naturale; vivere in gabbie; viaggiare durante tutto l’anno e, soprattutto, essere addestrati, con metodi spesso violenti e punizioni, causa un’enorme sofferenza agli animali.
A tal proposito, si può citare, ad esempio, uno studio dell’organizzazione olandese Stiching AAP che illustra tutta la sofferenza psico-fisica degli animali nei circhi in vari paese europei (Francia, Spagna, Polonia e Germania). Comportamenti stereotipati; depressione; rabbia; frustrazione e tanti altri sintomi di un malessere che, purtroppo, colpisce animali che, ricordiamolo, dovrebbero vivere nei propri liberi.
In Italia come si può vietare il circo con animali?
La normativa di riferimento è la legge n. 337 del 18 marzo 1986 che riconosce la funzione sociale del circo con animali. La legge, promulgata ben 58 anni fa, non è più in linea con l’attuale sensibilità collettiva. Del resto, vari comuni come San Giorgio a Cremano e Bacoli, per esempio, con appositi regolamenti, hanno vietato il circo con animali in città, ma trattandosi di fonti secondarie non posso prevalere rispetto ad una fonte di rango superiore.
Negli anni un possibile superamento della legge n. 337 sembrava possibile. Infatti. Il 13 luglio del 2022 la Camera dei Deputati approvò la legge delega sullo “Spettacolo ”(legge delega n. 106/2022) prevedendo il superamento del circo con animali. Tuttavia, il Senato approvò lo slittamento del Decreto Legislativo, con cui il Governo avrebbe poi dovuto dare concreta attuazione alla disposizione. Successivamente, l’attuale Governo ha rimandato il termine prima ad agosto 2024 e, ora, è slittato nuovamente al 31 dicembre 2026.
Si rileva che un circo attrattivo e che diverte, senza animali, è ben possibile. Pensiamo, per esempio, al Cirque du Soleil che non sfrutta gli animali o, alla recente scelta, da parte di Stefano Orfeo il quale, lo scorso 19 febbraio, ha deciso che il suo circo non prevederà più l’utilizzo di animali, in sintonia con il modificarsi dei tempi e della sensibilità collettiva.
Gli animali meritano di vivere liberi e secondo la propria natura. Non può essere educativo, o avere uno scopo sociale, costringerli a compiere gesti innaturali; a spostarsi in continuazione; ad essere puniti e a poter subire varie forme di violenza.



