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L’Olanda vieta l’uccisione dei pulcini maschi entro il 2026

Filippo Calderoni

4 min di lettura
L'Olanda vieta l'uccisione dei pulcini maschi entro il 2026


A partire dal 2026, nei Paesi Bassi sarà vietata la pratica dell’uccisione dei pulcini maschi nell’industria delle uova.

La decisione, annunciata dalla ministra dell’Agricoltura, della Pesca e della Sicurezza Alimentare, Femke Marije Wiersma, sarà attuata attraverso una roadmap concordata con il settore avicolo e l’Associazione per la Protezione degli Animali. L’obiettivo è porre fine, entro la fine del 2026, all’eliminazione sistematica dei pulcini maschi destinati alla produzione di uova per i mercati olandese e tedesco.

Secondo le stime, questa misura potrebbe salvare ogni anno tra i 6 e i 7 milioni di pulcini.

Condannati alla nascita: la sorte dei pulcini maschi

I pulcini maschi delle razze ovaiole, ovvero quelle selezionate per la produzione di uova, non sono considerati commercialmente utili dall’industria alimentare. Questo perché l’industria delle uova e quella dei polli da carne operano in settori distinti e utilizzano razze diverse di volatili, selezionate in base a caratteristiche specifiche. Nel corso degli anni, l’industria delle uova ha sviluppato razze di galline ovaiole altamente produttive, capaci di deporre fino a 300 uova all’anno — un numero nettamente superiore rispetto alle circa 36 uova annue di una gallina selvatica. Parallelamente, l’industria della carne avicola ha selezionato razze a rapido accrescimento, come i Broiler, che possono raggiungere i 4 chili di peso in meno di 50 giorni, sviluppando gravi problemi di salute.

Per questo motivo, i pulcini maschi nati da galline ovaiole, non potendo essere impiegati né per la produzione di uova né in modo efficiente per la produzione di carne, vengono soppressi pochi giorni dopo la nascita negli incubatoi, tramite triturazione o soffocamento.

A livello globale, si stima che per questo motivo vengano uccisi ogni anno circa 7 miliardi di pulcini maschi . In Europa, la cifra si aggira intorno ai 300 milioni, di cui circa 40 milioni solo in Italia.

Strategie operative per il cambiamento

Le strategie previste dal governo olandese per porre fine all’uccisione dei pulcini maschi sono principalmente due. La prima è l’adozione della tecnologia in-ovo sexing, una tecnica che consente di determinare il sesso dell’embrione in pochi secondi attraverso diversi metodi e già utilizzata in alcuni Paesi europei, tra cui Germania e Francia.

Uno di questi prevede la creazione di un foro microscopico nel guscio, da cui viene prelevata una piccola goccia di fluido. Il campione viene poi analizzato tramite spettroscopia di massa, attraverso un processo completamente automatizzato che permette di stabilire con elevata accuratezza se l’embrione è maschio o femmina dopo circa 9 giorni di incubazione. In questo modo è possibile scartare precocemente le uova da cui nascerebbero pulcini maschi, evitando loro sia la nascita che la successiva soppressione. Secondo Wil Stutterheim, co-fondatore della startup olandese In Ovo, che ha sviluppato questa tecnologia di ovosessaggio, l’analisi viene effettuata prima del decimo giorno di incubazione, poiché, secondo le evidenze scientifiche attuali, in questa fase gli embrioni non avrebbero ancora sviluppato la capacità di percepire dolore in modo cosciente.

La seconda strategia che il governo olandese prevede di adottare è lo sviluppo di razze dual-purpose, linee genetiche di polli selezionate per essere abbastanza produttive sia nella produzione di uova che di carne, già introdotte nel 2009 ma su piccola scala.

Un movimento europeo in crescita

L’Olanda si unisce a un numero crescente di Paesi europei che hanno già adottato misure per vietare l’uccisione dei pulcini maschi. Tra questi troviamo Germania, Francia, Italia, Lussemburgo e Austria.

A seguito dell’iniziativa dei cittadini europei “End the Cage Age”, la Commissione europea ha avviato una revisione della normativa sul benessere animale negli allevamenti, per cui è attesa una prima proposta legislativa per il 2026, e nel 2022 — durante un incontro del Consiglio Agricoltura e Pesca — diversi Stati membri (tra cui quelli che già vietano la pratica) hanno chiesto un divieto comunitario della distruzione sistematica dei pulcini maschi.

Il Parlamento Europeo ha presentato diverse interrogazioni alla Commissione sul divieto dell’uccisione dei pulcini maschi e in risposta, la Commissione ha spiegato di stare valutando attentamente il parere dell’EFSA (European Food Safety Authority), che già nel 2019 aveva raccomandato l’adozione di tecnologie alternative al “chick culling”, e di stare considerando gli impatti economici, sociali e ambientali di un eventuale divieto a livello comunitario.

Al momento, la revisione generale della normativa europea sul benessere animale è ancora in corso. Le proposte della Commissione riguardano principalmente il trasporto degli animali e il benessere degli animali da compagnia, mentre non è ancora stata presentata una normativa definitiva che vieti la soppressione sistematica dei pulcini maschi.

In Italia in particolare, una legge per porre fine a questa pratica è stata approvata nel 2022 e il 4 settembre 2025 sono stati pubblicati i decreti attuativi con le linee guida per l’adozione del sessaggio in ovo e altre misure alternative, che entreranno ufficialmente in vigore il 31 dicembre 2026.

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