Con un’efficacia comprovata del 98%, il bear-spray è un valido strumento di difesa dagli attacchi degli orsi ma, in Italia, la legge ne vieta l’utilizzo.
Il Bear-spray
Con approcci molto diversi, due sono le regioni che ospitano in Italia questi grandi carnivori: l’Abruzzo e il Trentino Alto Adige ma, mentre nella prima si è più orientati verso un’ottica conservazionistica, anche per la presenza degli ultimi esemplari rimasti di orsi bruni marsicani, nella seconda si è assistito spesso negli ultimi anni a controversie riguardanti la gestione dei plantigradi. Numerosi sono stati infatti gli abbattimenti ordinati dall’amministrazione Fugatti, attuale presidente della Provincia Autonoma di Trento (PAT), l’ultimo proprio nel novembre scorso con l’uccisione dell’orso M91.
Una comunicazione negli anni via via mal gestita dopo la reintroduzione dell’orso sul territorio grazie al progetto Life Ursus e la PAT priva di misure preventive come gli essenziali cassonetti anti- orso, le cui prime installazioni sono iniziate solo nel 2021, sono due tra i fattori che non hanno sicuramente aiutato la percezione comune della cittadinanza verso il selvatico.
Varie sono le accortezze e gli strumenti per prevenire incontri ravvicinati con gli orsi, come evitare di frequentare zone abitate da questi negli orari del primo mattino e del tramonto o frequentarle preferibilmente in gruppo segnalando rumorosamente la propria presenza, parlando ad alta voce e battendo le mani, magari passeggiando anche con una bear-bell attaccata allo zaino.
Raramente un orso decide di attaccare se non disturbato ma, qualora la prevenzione non sia abbastanza e l’incontro-scontro non sia evitabile in alcun modo, tra le tecniche di protezione vi è quella di mettersi distesi a terra, pancia in sotto e mani dietro alla nuca. Vi è anche uno strumento, purtroppo ancora non legale in Italia, dall’incredibile efficacia: il cosiddetto bear-spray.
Oleoresin Capsicum
È l’Oleoresin Capsicum (OC) l’ingrediente alla base degli spray-anti orso, dei veri e propri spray urticanti che sfruttano il principio attivo della capsaicina, un composto chimico estraibile dai frutti delle piante appartenenti al genere delle Capsicum.
Simili ai più noti spray al peperoncino, utilizzati e conosciuti per la difesa personale, se ne differenziano per le caratteristiche che li rendono adatti ad essere utilizzati contro questi grandi carnivori. Secondo i dati dell’EPA (United States Environmental Protection Agency), l’Agenzia per la Protezione dell’Ambiente degli Stati Uniti, è infatti la quantità dei capsaicinoidi a fare la differenza. Gli spray utilizzati in America dalle forze dell’ordine verso i civili ne contengono una percentuale che va dallo 0,18 all’ 1,33%, mentre gli spray utilizzati verso gli orsi, per essere efficaci, devono contenerne una quantità che varia dall’1,0 al 2,0%. Inoltre, gli spray utilizzati contro gli orsi, sono progettati per essere più potenti rispetto agli altri, per questo producono nuvole di spray più grandi, raggiungendo distanze maggiori e uscendo molto più velocemente dalla bomboletta.
La loro efficacia è dimostrata da uno studio, capitanato da Tom S. Smith (nell’aprile del 2023 in Italia per istruire il personale del Corpo Forestale e gli Operatori della Protezione Civile del Trentino sull’uso degli spray) e Stephen Herrero, che ha analizzato 83 incidenti nei quali si è fatto ricorso al bear-spray in Alaska, nell’arco di vent’anni, dal 1985 al 2006.
I risultati mostrano come le persone munite di bear-spray, che hanno avuto incontri ravvicinati con gli orsi, sono uscite illese nel 98% dei casi. La minima percentuale che è rimasta ferita, nonostante lo spray, ha comunque riportato ferite lievi, per le quali non è stato necessario nemmeno il ricovero ospedaliero.
Oltre a ciò lo spray non crea danni permanenti all’animale ma solo un pizzicore temporaneo che lo scoraggia ad avvicinarsi all’essere umano, preferendo la ritirata.
La legislazione in Europa e nel mondo con un focus sull’Italia
In paesi come l’America, il Canada e la Russia, l’utilizzo del bear-spray è legale, diffuso, informato e incoraggiato. In Europa invece, l’assenza di una normativa dettata dall’Unione, rende la regolamentazione frammentata in tutto il continente. Per ora, l’uso dello spray, è infatti legale in Romania, Polonia, Slovenia, Slovacchia, Austria, Croazia e con limitazioni in Svezia e Finlandia.
E in Italia? Secondo il decreto n. 103 del 12 maggio 2011, ogni strumento di autodifesa che nebulizza una miscela irritante a base di Oleoresin capsicum non deve superare i 20 ml (il volume adeguato per il bear-spray è di 225 ml) e avere una gittata che non superi i 3 metri (la gittata adeguata per il bear-spray sarebbe di 8-10 metri). Questo rende in Italia lo spray anti-orso un’arma a tutti gli effetti.
Da poco più di un anno, lo spray anti-orso fa parte dell’equipaggiamento del Corpo Forestale della PAT. Sorgono criticità qualora un cittadino o turista abbia bisogno di un mezzo di difesa durante un incontro ravvicinato in quanto i forestali non possono essere presenti sempre e ovunque sul territorio, nei parchi e nelle foreste.
Dubbi e possibili risposte
Perplessità sono sorte da parte chi ha paura che dello spray anti-orso se ne possa fare un uso improprio, con scopi diversi da quello dell’allontanamento di un orso pericoloso. Per far fronte a questo, serve una normativa contestualizzata che ne regolamenti l’uso e che dovrà includere limitazioni come licenze d’acquisto e noleggio. Si potrebbero anche attivare programmi di istruzione all’uso per la cittadinanza e per i turisti prima della dotazione e si potrebbe anche obiettare che molti degli utensili che utilizziamo quotidianamente in casa possono tranquillamente essere utilizzati come armi letali ma non per questo se ne vieta l’uso e la vendita.
L’introduzione di un dispositivo come il bear-spray potrebbe essere uno strumento utile a far sentire i cittadini che vivono le zone degli orsi un po’ più al sicuro, fungendo da deterrente verso tutte quelle preoccupazioni e ostilità che si possono avere contro gli orsi e facilitando di conseguenza la conservazione della specie e la coesistenza.



