Esattamente come accadde in Russia in occasione del Mondiale del 2018 o in Ucraina per gli Europei del 2012, in questi mesi, in Marocco, si sta assistendo alla soppressione di migliaia e migliaia di cani randagi.
Il Paese è uno dei co-organizzatori della Coppa del Mondo FIFA 2030 e per questo, secondo diverse associazioni internazionali, sarebbe iniziato un vero e proprio piano di abbattimento per “ripulire le strade” dai cani randagi. Il governo marocchino nega e parla, invece, di un piano basato sulla sterilizzazione, vaccinazione e rilascio controllato.
Tuttavia, vi sono video e foto fra cui un comunicato della CNN.
L’emittente statunitense riporta delle dichiarazioni rilasciate da una fonte locale che preferisce rimanere anonima per motivi di sicurezza:“Mentre andavo a scuola, vedevo pozze di sangue per strada”, ha raccontato Amina – nome fittizio della ragazza – in un’intervista rilasciata alla CNN.” “Prima c’erano sparatorie occasionali ogni pochi mesi“, ha detto. “Ora sono più sistematiche. Uccidono i cani come se fosse uno sport, come quando si cacciano le anatre“.
Non è mancata una mobilitazione a livello mondiale. Infatti la PETA, ad esempio, ha lanciato una campagna di informazione e di sensibilizzazione con raccolta firme al fine di inviare una lettera al Ministero dell’Interno del Marocco.
Infine, anche la famosa etologa ed antropologa, Jane Goodall, ha dichiarato di essere rimasta “assolutamente sconvolta” nel vedere tale massacro e ha scritto, per questo, una lettera al Segretario generale della FIFA. L’etologa ha rimarcato il ruolo della FIFA chiedendo di prendere posizione altrimenti sarà complice di questo orrore.
L’unico risultato ottenuto è stata una dichiarazione della FIFA che, pur non rispondendo alle lettere,ha dichiarato alla CNN che il Marocco, nella propria candidatura alla Coppa del Mondo,“ha sottolineato il suo impegno nella tutela dei diritti degli animali, tra cui lo sviluppo di “cliniche e programmi di supporto per i cani randagi ”.



