Mettiamo fine alla sofferenza di astici, granchi e aragoste

In Italia i crostacei decapodi (come granchi, astici e aragoste) sono gli unici animali senzienti che possono essere esposti e venduti vivi al consumatore e uccisi per bollitura.

LE NOSTRE RICHIESTE

  1. Il divieto di detenere crostacei decapodi vivi a diretto contatto con il ghiaccio o in acqua con ghiaccio, considerato che questa pratica causa sofferenze ed è un pericolo per la loro salute e benessere;
  2. Il divieto della bollitura dei crostacei decapodi da vivi (compreso il lento innalzamento della temperatura dell’acqua), dato che ciò apporta sofferenze prolungate;
  3. Il divieto della vendita diretta al consumatore di crostacei decapodi vivi (incluso l’acquisto online), dato che in questi casi non può essere accertato in che modo gli animali vengano tenuti, maneggiati e uccisi, rappresentando dunque un rischio per il loro benessere;
  4. Che i crostacei decapodi siano riconosciuti dalla legge come esseri senzienti, capaci di provare dolore e sofferenza al pari di altri animali già riconosciuti come tali, come mammiferi e uccelli, considerando le numerose evidenze scientifiche a supporto di ciò.
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DOBBIAMO AGIRE SUBITO

I CROSTACEI DECAPODI SONO ESSERI SENZIENTI

Secondo un report redatto dalla London School of Economics and Political Science e pubblicato nel novembre 2021 — in cui sono stati analizzati più di 300 studi in materia — i crostacei decapodi (crostacei appartenenti all’ordine Decapoda, aventi dieci zampe) sono esseri senzienti, capaci cioè di provare sentimenti tra cui dolore e sofferenza. In ragione delle evidenze scientifiche così raccolte, i crostacei decapodi sono stati inclusi nel Regno Unito tra le specie animali alle quali l’Animal Welfare (Sentience) Act del 2022 riconosce la qualità di esseri senzienti. Anche la British Veterinary Association richiede che per questi animali vengano usati solo metodi di uccisione umani. Sono inoltre diversi i paesi del mondo, tra cui Svizzera, Austria, Norvegia, Nuova Zelanda e alcuni Stati e Territori dell’Australia, ad aver implementato norme per la tutela di questi animali.

I CROSTACEI DECAPODI SENTONO DOLORE

Vi è ormai un elevato grado di consenso nella comunità scientifica sulla capacità dei crostacei decapodi di sentire dolore. A prova di ciò vi sono diversi studi sul sistema nervoso, sul comportamento e sulle risposte a stress in questi animali, i quali soddisfano 14 su 17 criteri del dolore proposti dallo studio Defining and assessing animal pain di Sneddon e altri autori. Il risultato è significativo, considerando che i tre criteri non soddisfatti non sono mai stati testati sui crostacei decapodi. In considerazione di questo si può, quindi, assumere che questi animali provino dolore e mettere in discussione molte delle pratiche alle quali sono soggetti di routine.

L’ITALIA POTREBBE GUIDARE IL RESTO DELL’EUROPA

In Europa, solo Svizzera, Austria e Norvegia hanno norme specifiche sul trattamento dei crostacei decapodi a livello nazionale. L’adozione di una legge che stabilisca parametri sull’adeguata cattura, maneggiamento, trasporto, stoccaggio e uccisione di questi animali in Italia potrebbe apportare un grande cambiamento in Europa, inducendo anche altre nazioni a introdurre norme adeguate per il loro trattamento.

LA COALIZIONE

A luglio 2025 abbiamo lanciato la prima coalizione internazionale per la tutela dei crostacei

UNA SOFFERENZA INACCETTABILE

GMVozd / iStock

Noi di ALI crediamo che sia necessario e urgente vietare le pratiche che provocano inutile sofferenza a questi animali. Per questo, abbiamo  commissionato la stesura del report scientifico La questione della senzienza nei crostacei decapodi all’Università degli Studi di Messina.

Lo studio, scritto dalla Prof.ssa Passantino e colleghe del Dipartimento di Medicina Veterinaria e pubblicato a maggio 2024, passa in rassegna le più recenti evidenze scientifiche disponibili sulla capacità di senzienza di questi animali e conclude che i crostacei decapodi sono esseri senzienti, capaci di sentire dolore e sofferenza e dunque meritevoli di protezione al pari di ogni altro animale senziente impiegato all’interno della filiera alimentare.

Questo studio è il primo del suo genere a essere pubblicato in Italia e rappresenta il primo posizionamento di un’università italiana su questo tema.

LA SITUAZIONE LEGALE

LE PRINCIPALI PROBLEMATICHE

Le evidenze scientifiche hanno dimostrato la capacità dei crostacei decapodi di provare dolore e di soffrire ma molte pratiche comunemente adottate all’interno dell’industria alimentare non sono compatibili con il rispetto del benessere di questi animali e risultano per loro dolorose.

Non tutte le problematiche possono trovare ad oggi una soluzione praticabile che garantisca un’efficace tutela dei crostacei decapodi, ma alcune di queste sono già state affrontate e risolte in diversi Stati del mondo.

SEGNALA MALTRATTAMENTI

Hai visto un astice ancora vivo disteso su ghiaccio? Un granchio fuori dall’acqua, con le chele legate? Gamberi, ancora in vita, esposti alla luce e senza riparo?

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