Accordo UE-Mercosur: un grave passo indietro per animali e ambiente

Chiediamo al Governo italiano e ai parlamentari europei eletti in Italia di respingere l’accordo UE-Mercosur finché il rispetto degli standard europei di benessere animale non sarà una condizione vincolante per la sua ratifica.

Negli scorsi giorni, la Commissione Europea ha presentato agli Stati Membri due nuovi accordi commerciali: il partenariato UE-Mercosur (EMPA) e l’Accordo Commerciale Interinale (ITA). Nonostante la forte opposizione dell’opinione pubblica e dei cittadini, questi testi tornano ora al centro del dibattito politico europeo.

Se ratificati, gli accordi avrebbero conseguenze devastanti su milioni di animali, sull’ambiente e sulla salute dei cittadini europei.

Perché l’accordo è pericoloso

I Paesi del Mercosur (Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay) sono già oggi tra i principali fornitori di carne bovina e avicola per l’UE. L’accordo aprirebbe ulteriormente il mercato europeo ai loro prodotti, provenienti in gran parte da allevamenti intensivi con standard di benessere animale molto più bassi rispetto a quelli vigenti in Europa.

Questo rischia di compromettere anche il percorso di revisione normativa che l’UE sta portando avanti proprio per innalzare gli standard di protezione del benessere animale alla luce delle più recenti evidenze scientifiche.

Feedlot e allevamenti intensivi: un modello insostenibile

Con meno vincoli e più opportunità di esportazione, i feedlot – sistemi di ingrasso intensivo dei bovini – rischiano di espandersi ulteriormente.

Queste strutture non solo infliggono gravi sofferenze agli animali, come l’insorgenza di malattie respiratorie e digestive e tassi di mortalità elevati (senza considerare l’enorme stress psicologico ed emotivo), ma hanno anche enormi conseguenze ambientali e sanitarie:

  • producono quantità ingenti di deiezioni contaminate da antibiotici, ammoniaca, metalli pesanti;
  • inquinano le acque superficiali e i suoli;
  • compromettono la salute pubblica delle comunità vicine.

Una clausola simbolica e insufficiente

Nonostante l’accordo contenga alcuni vaghi richiami alla sostenibilità, manca una condizione vincolante che subordini i benefici tariffari al rispetto degli standard di benessere animale europei.

L’unico riferimento concreto riguarda le uova, un prodotto marginale nei rapporti commerciali con i Paesi del Mercosur, che rende questa clausola, di fatto, simbolica.

Eppure i cittadini europei chiedono ben altro: secondo l’Eurobarometro sul benessere animale (2023), l’84% della popolazione ritiene che i prodotti importati debbano rispettare gli standard UE o, almeno, essere soggetti a un’etichettatura chiara e severa. In Italia, il dato è ancora più netto: il 70% chiede esplicitamente l’applicazione degli standard UE anche ai prodotti importati, mentre l’86% vuole che le norme sul benessere animale vengano rafforzate e fatte rispettare senza eccezioni.

Deforestazione e impatti globali

Dietro al commercio di carne e mangimi si nasconde, come è ormai noto da decenni, anche un pesante impatto ambientale. L’accordo UE-Mercosur incrementerebbe l’importazione di carne bovina, cuoio e soia per mangimi, aumentando ulteriormente la deforestazione in ecosistemi unici e fondamentali al nostro pianeta come il Cerrado, il Gran Chaco e il Pantanal.

Secondo Global Forest Watch, l’agricoltura è la principale causa di deforestazione a livello globale, e la carne bovina rappresenta il fattore più distruttivo: il 36% della deforestazione agricola mondiale è dovuto proprio all’espansione dei pascoli. Tra il 2001 e il 2015, oltre 45 milioni di ettari di foreste (un’area pari alla Svezia) sono stati abbattuti per far posto agli allevamenti bovini.

Importazioni già alle stelle

I dati attuali mostrano volumi già molto significativi:

  • Carne bovina: 58,3 milioni di kg dal Brasile, 52,7 milioni dall’Argentina, 33,6 milioni dall’Uruguay.
  • Carne equina: 8,1 milioni di kg dall’Argentina e 3 milioni dall’Uruguay.
  • Carne di pollo: 181 milioni di kg dal Brasile e 4,8 milioni dall’Argentina.

Con il nuovo accordo, questi numeri sarebbero destinati a crescere ulteriormente.

La nostra posizione

Animal Law Italia, insieme a Animal Equality Italia, CIWF Italia, Essere Animali, LAV e LNDC Animal Protection, chiede al Governo italiano e ai parlamentari europei eletti in Italia un impegno chiaro: respingere l’accordo UE-Mercosur finché il rispetto degli standard europei di benessere animale non sarà una condizione vincolante per la sua ratifica.

La fretta di chiudere l’accordo – spinta anche dalle tensioni internazionali e dalla guerra commerciale avviata dall’amministrazione Trump – non può giustificare decisioni che avranno conseguenze devastanti per animali, ambiente e cittadini.

«Il Mercosur significherebbe più deforestazione, più sofferenza animale e una concorrenza sleale che danneggerebbe i nostri produttori. È un accordo inaccettabile e chiediamo al Governo italiano di respingerlo senza esitazioni: non si può sacrificare ambiente, salute e diritti degli animali sull’altare di un commercio al ribasso», dichiarano le associazioni.