Vai al contenuto
In evidenza

Leinì (TO) vieta la vendita di animali vivi nei mercati: prima vittoria in Piemonte per la coalizione “Non in vendita”

Il Comune di Leinì approva all'unanimità il nuovo regolamento per il benessere animale. È la prima uscita pubblica della coalizione promossa da Animal Law Italia insieme ad Animal, Rete dei Santuari e Zoout.

Conigli in gabbia in Piemonte

Il 1° aprile 2026 il Consiglio comunale di Leinì ha approvato all’unanimità il nuovo Regolamento per il benessere animale, che introduce il divieto di vendita e detenzione di animali vivi nei mercati settimanali. Leinì diventa così il primo comune del Piemonte e il ventunesimo in Italia ad adottare questa misura, unendosi a città come Milano, Roma, Monza, La Spezia, Bari e Lecce.

La decisione arriva su impulso della coalizione “Non in vendita”, di cui oggi annunciamo pubblicamente la nascita. Ne fanno parte Animal Law Italia, l’associazione Animal, la Rete dei Santuari di Animali Liberi e il collettivo Zoout: quattro realtà unite dall’obiettivo di porre fine alla vendita di animali vivi nei mercati settimanali su tutto il territorio nazionale.

Una nuova campagna nazionale

Con il lancio della coalizione nasce anche noninvendita.it, il portale dove sarà possibile seguire gli aggiornamenti sulle attività della coalizione, le campagne in corso e i risultati ottenuti.

Il nome della coalizione “Non in vendita” racchiude in messaggio fondamentale: gli animali non sono merci. Non devono essere esposti su un banco tra gabbie sovraffollate, manipolati da passanti, sottoposti a trasporti ripetuti e stressanti, per finire nelle mani di chi li acquista d’impulso senza avere consapevolezza delle responsabilità che comporta prendersi cura di un essere vivente.

Perché questa battaglia conta

La vendita ambulante di animali vivi è una pratica che solleva criticità gravi e documentate su più fronti.

Sul piano del benessere animale, gli animali esposti nei mercati vivono in condizioni di sofferenza cronica: gabbie sovraffollate, assenza di riparo adeguato, esposizione a rumori e manipolazioni continue. A questo si aggiunge lo stress dei trasporti ripetuti e la vicinanza forzata con cani e altri animali presenti nei mercati.

Sul piano della salute pubblica, l’ammassamento di animali di specie diverse, sottoposti a forte stress, favorisce la diffusione di zoonosi, cioè di malattie trasmissibili dagli animali all’uomo. La vicinanza di animali vivi a banchi alimentari crea inoltre rischi igienico-sanitari concreti: contaminazione da feci, urine e polveri, con esposizione a batteri come Salmonella e Campylobacter.

Sul piano della responsabilità nell’acquisto, i mercati incentivano acquisti d’impulso che troppo spesso si traducono in detenzione inadeguata o abbandono. Vietare la vendita ambulante significa favorire l’adozione responsabile attraverso rifugi e associazioni, dove le persone ricevono informazioni adeguate e possono compiere scelte consapevoli.

Il regolamento di Leinì

Il nuovo regolamento approvato dal Comune stabilisce un quadro ampio per la tutela degli animali a livello locale. Riconosce i proprietari come responsabili diretti della cura fisica ed etologica degli animali, vieta il maltrattamento e l’abbandono, disciplina le condizioni di detenzione, trasporto e utilizzo negli spettacoli, e promuove l’educazione civica e la collaborazione con enti veterinari e associazioni.

L’approvazione è avvenuta all’unanimità, a seguito di due emendamenti: il primo ha precisato che l’elenco degli animali da compagnia ha carattere esemplificativo e non esaustivo; il secondo ha introdotto un’esclusione per eventi e manifestazioni patrocinati dal Comune, purché svolti nel rispetto della normativa sul benessere animale.

Il nostro commento

«Quella di Leinì è una prima importante vittoria che segna una strada che porta verso un cambiamento legislativo non più evitabile» — dichiara l’avv. Alessandro Ricciuti, presidente di Animal Law Italia — «Animal Law Italia nasce come associazione di avvocati degli animali. In questa coalizione, il nostro ruolo sarà duplice: da un lato, supportare le attività di advocacy per far emergere questa realtà e la sofferenza degli animali che ne sono vittime, al fine di ottenere nuovi divieti; dall’altro — e soprattutto — garantire un presidio legale costante, promuovendo azioni giudiziarie per salvare questi animali e punire chi li maltratta».

Il prossimo obiettivo: Torino

La coalizione rivolge ora la propria attenzione al capoluogo piemontese. La richiesta è chiara: il Comune di Torino segua l’esempio di Leinì e delle oltre venti città italiane che hanno già scelto di tutelare gli animali, la salute pubblica e la sicurezza alimentare vietando la vendita di animali vivi nei mercati settimanali.

Nonostante la Legge Regionale 19/2004 del Piemonte riconosca agli animali il diritto a vivere in condizioni compatibili con le loro caratteristiche biologiche ed etologiche, la realtà dei mercati settimanali racconta una storia diversa. È tempo che anche Torino colmi questa contraddizione.

Condividi

Unisciti agli Avvocati degli Animali

Sostieni le nostre cause diventando parte di Animal Law Italia.

Richiedi la Tessera