

Mettiamo fine alla sofferenza di astici, granchi e aragoste
In Italia i crostacei decapodi possono arrivare vivi sui banchi di vendita, causandogli grandi sofferenze. Inoltre, è consentito cuocerli vivi, senza ucciderli o stordirli.
Sondaggio YouTrend
Cosa pensano gli italiani
Un sondaggio YouTrend condotto per Animal Law Italia nell'ottobre 2025 su un campione rappresentativo della popolazione italiana.
59%
Benessere animale
considera il benessere animale un criterio rilevante nelle scelte alimentari
64%
Vasche non adatte
vieterebbe di tenere i crostacei in vasche non adatte
61%
Cottura da vivi
è contrario alla cottura dei crostacei mentre sono ancora vivi
6%
Senzienza negata
soltanto il 6% nega che i crostacei possano provare stress e sofferenza
Dobbiamo agire subito
Secondo un report redatto dalla London School of Economics and Political Science e pubblicato nel novembre 2021 — in cui sono stati analizzati più di 300 studi in materia — i crostacei decapodi (crostacei appartenenti all’ordine Decapoda, aventi dieci zampe) sono esseri senzienti, capaci cioè di provare sentimenti tra cui dolore e sofferenza. In ragione delle evidenze scientifiche così raccolte, i crostacei decapodi sono stati inclusi nel Regno Unito tra le specie animali alle quali l’Animal Welfare (Sentience) Act del 2022 riconosce la qualità di esseri senzienti. Anche la British Veterinary Association richiede che per questi animali vengano usati solo metodi di uccisione umani. Sono inoltre diversi i paesi del mondo, tra cui Svizzera, Austria, Norvegia, Nuova Zelanda e alcuni Stati e Territori dell’Australia, ad aver implementato norme per la tutela di questi animali.
Vi è ormai un elevato grado di consenso nella comunità scientifica sulla capacità dei crostacei decapodi di sentire dolore. A prova di ciò vi sono diversi studi sul sistema nervoso, sul comportamento e sulle risposte a stress in questi animali, i quali soddisfano 14 su 17 criteri del dolore proposti dallo studio Defining and assessing animal pain di Sneddon e altri autori. Il risultato è significativo, considerando che i tre criteri non soddisfatti non sono mai stati testati sui crostacei decapodi. In considerazione di questo si può, quindi, assumere che questi animali provino dolore e mettere in discussione molte delle pratiche alle quali sono soggetti di routine.
In Europa, solo Svizzera, Austria e Norvegia hanno norme specifiche sul trattamento dei crostacei decapodi a livello nazionale. L’adozione di una legge che stabilisca parametri sull’adeguata cattura, maneggiamento, trasporto, stoccaggio e uccisione di questi animali in Italia potrebbe apportare un grande cambiamento in Europa, inducendo anche altre nazioni a introdurre norme adeguate per il loro trattamento.
Il nostro lavoro legale e scientifico per i crostacei è finanziato da chi ci sostiene.
Dacci una chelaLa coalizione
Nel luglio 2025 abbiamo lanciato la prima coalizione nazionale per la tutela dei crostacei, che riunisce 9 organizzazioni. Si tratta della prima coalizione del suo genere a livello europeo.

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