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Anche i duri soffrono: Lush scende in campo “Dalla parte dei crostacei”

Il noti brand di cosmetici si unisce ad Animal Law Italia e alla coalizione "Dalla parte dei crostacei", per chiedere una legge che tuteli astici, granchi e aragoste. Perché proteggere il mare significa anche rispettare chi lo abita.

In occasione della Giornata Mondiale degli Oceani, Lush ha scelto di stare Dalla parte dei crostacei. Dal 1° luglio il brand di cosmetici fatti a mano, noto per i suoi valori etici, trasforma tutti i suoi negozi italiani in piattaforme di attivismo e punti di raccolta firme, invitando i clienti a sottoscrivere la petizione per una legge che garantisca maggiori tutele al benessere dei crostacei decapodi.

Il gesto si concretizza in un prodotto simbolo: la bomba da bagno in edizione limitata Liberté Lobster (€6,00), un’aragosta che frizza nella vasca con alghe arame raccolte a mano, al profumo di estate e libertà. Una parte consistente del prezzo di vendita sarà devoluta ad Animal Law Italia a sostegno della campagna e della coalizione “Dalla parte dei crostacei”. Il prodotto sarà disponibile in tutti gli store, sull’app Lush e online a partire dal 1° luglio.

Una coalizione unica in Europa

“Dalla parte dei crostacei” è la prima coalizione nazionale, e la prima del suo genere a livello europeo, dedicata alla tutela di questi animali. Riunisce nove associazioni impegnate nella difesa degli animali e nasce per sensibilizzare cittadini, istituzioni e operatori del settore ittico sulle condizioni in cui vivono — e muoiono — i crostacei destinati al consumo.

La campagna avanza richieste precise: una legge che vieti la detenzione dei crostacei decapodi vivi a contatto con il ghiaccio, la bollitura da vivi e la vendita diretta al consumatore di esemplari vivi. E chiede soprattutto il riconoscimento giuridico dei crostacei decapodi come esseri senzienti, capaci di provare dolore e sofferenza, come già avviene per mammiferi e uccelli e come confermano solide evidenze scientifiche.

Animali senzienti classificati come “alimenti”

Aragoste, astici, granchi, gamberi e scampi vengono spesso tenuti per giorni senza cibo, esposti alla luce diretta e a contatto con il ghiaccio, per poi essere cucinati vivi. La scienza riconosce da tempo la loro capacità di percepire il dolore. Eppure, nel momento in cui lasciano l’acqua, la legge italiana li classifica di fatto come “alimenti”, privandoli di qualsiasi tutela. Lo stesso accade in Europa, dove i crostacei decapodi restano esclusi dalle norme che proteggono gli altri animali nelle fasi di trasporto, detenzione e macellazione.

Dietro agli acquari di ristoranti e pescherie si nasconde una quotidianità fatta di sofferenza silenziosa. Alcuni dei dati che la campagna porta all’attenzione del pubblico:

  • I crostacei negli acquari sono tenuti a digiuno obbligatorio dal momento della cattura: alimentarli è vietato dalla normativa vigente.
  • Aragoste e astici, abituati a vivere in profondità, non dovrebbero mai essere esposti alla luce diretta, che ne aggrava la sofferenza.
  • Il contatto diretto con il ghiaccio provoca condizioni di stress paragonabili a quelle umane da freddo estremo.
  • Astici e granciporri vengono tenuti per giorni con le chele legate, con conseguente atrofia muscolare; in alternativa, ai granciporri viene sezionato un tendine per impedirne l’uso.
  • Un’aragosta o un astice immerso vivo in acqua bollente impiega tra gli 8 e i 10 minuti prima di morire.
  • Una sentenza della Corte di Cassazione del 2017 ha stabilito un precedente importante, consentendo di sanzionare i trattamenti che causano “sofferenza non necessaria” ai crostacei, pur all’interno di una tutela ancora molto limitata.

L’Italia è pronta al cambiamento

I numeri raccontano una sensibilità in crescita. Secondo il sondaggio Youtrend commissionato da Animal Law Italia (ottobre 2025), il 58% degli italiani ritiene che astici, granchi e aragoste provino dolore e debbano essere tutelati come le altre specie utilizzate a fini alimentari. Inoltre il 59% considera il benessere animale un criterio rilevante nelle scelte alimentari, il 64% eviterebbe di tenere i crostacei in vasche non adatte, il 61% è contrario alla cottura dei crostacei mentre sono ancora vivi e soltanto il 6% nega che possano provare stress e sofferenza.

Stare dalla parte di chi non ha voce

“I crostacei non possono farci sentire la loro sofferenza e non hanno espressioni per fare leva sulla nostra empatia. Eppure sono esseri senzienti che, sotto le loro corazze, percepiscono il dolore. L’attenzione verso la sofferenza di chi non ha voce è un passo importante per costruire società più giuste, sensibili e inclusive. Chi è attento ai diritti degli animali non dimenticherà mai quelli degli esseri umani.” — Ermanno Giudici, coordinatore della campagna Dalla parte dei crostacei

Per Lush, schierarsi è una scelta naturale. “Essere dalla parte degli animali — tutti — è nel DNA di Lush”, ricorda Eva Pasquet, Lush Italia Giving coordinator: dalla storica lotta contro i test sugli animali alle campagne contro la caccia, fino agli ingredienti provenienti da progetti rigenerativi. “Con questo prodotto della collezione Lush Giving ci schieriamo anche noi Dalla parte dei crostacei, per ottenere finalmente una legge che ponga fine alla crudeltà su questi esseri senzienti. Perché nemmeno i duri devono soffrire.”

Gli oceani coprono il 71% della superficie terrestre e ospitano il 94% della biodiversità del pianeta, ma oltre il 35% degli stock ittici mondiali è già sfruttato oltre i limiti sostenibili. In questo scenario, la tutela della fauna marina non può fermarsi alla protezione degli ecosistemi: deve estendersi al benessere dei singoli animali. La salute degli oceani passa anche dal modo in cui trattiamo chi li abita.

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