È con profondo sconcerto che apprendiamo delle gravi irregolarità emerse all’Università Magna Graecia di Catanzaro.
Quanto emerso non è solo una notizia di cronaca. Parliamo di un caso che mette in luce un problema strutturale: quando i controlli diventano una formalità, quando la trasparenza si indebolisce e quando la cultura della tutela animale è percepita come un ostacolo e non come un obbligo, si crea lo spazio perché comportamenti del genere prosperino nell’ombra. È esattamente questo cortocircuito – tra responsabilità istituzionale, etica della ricerca e rispetto della legge – che rende la vicenda dell’Università Magna Graecia così grave e simbolica. Non riguarda soltanto ciò che sarebbe accaduto dentro quei laboratori, ma ciò che rischia di accadere ovunque se non si interviene con decisione.
Secondo quanto riportato dai media, le indagini della Guardia di Finanza avrebbero scoperto un allevamento abusivo di animali da laboratorio, maltrattamenti e uccisioni immotivate di animali, nonché ricerche falsate al fine di non perdere finanziamenti pubblici.
Se queste accuse saranno confermate, ci troveremmo di fronte a una violazione inaccettabile della legge e dei principi etici fondamentali nella ricerca scientifica. Questa notizia inoltre mina alle fondamenta la fiducia nell’Università e nella scienza, nonché nel sistema dei controlli ufficiali. Nel 2025 non possiamo tollerare che orrori simili restino impuniti.
Animal Law Italia seguirà attentamente l’evolversi di questa vicenda e si impegnerà a fare piena luce sull’accaduto, valutando anche la possibilità di costituirsi parte civile nel procedimento giudiziario.
L’avv. Alessandro Ricciuti, presidente di Animal Law Italia, dichiara:
«È fondamentale che episodi del genere vengano perseguiti con il massimo rigore. Chiediamo al Ministero che si adottino rapidamente misure efficaci per garantire il rispetto delle normative vigenti a tutela degli animali in tutte le strutture pubbliche e private dove si svolge tuttora la sperimentazione animale, quali ispezioni a sorpresa condotte direttamente da personale ministeriale. Bisogna evitare che possa ripresentarsi altrove il velo di omertà e connivenza a livello locale che ha consentito l’esistenza di questo sistema».



