Attraverso questa pubblicazione, Animal Law Italia si pone l’obiettivo di contribuire alla riflessione e discussione critica sul tema della tutela degli animali non umani, tramite il coinvolgimento di studiose/i appartenenti a diversi ambiti disciplinari che possano stimolare il dibattito pubblico, contribuendo concretamente all’avanzamento della legislazione. Agli approfondimenti di natura giuridica vengono affiancati contributi provenienti da altri campi del sapere quali la filosofia, le scienze medico veterinarie, la biologia e l’etologia. Considerata la peculiarità dell’oggetto di indagine, si ritiene infatti imprescindibile la ponderazione dei diversi aspetti interconnessi e dei contrapposti interessi che è necessario prendere in considerazione nell’analizzare la posizione degli animali all’interno della società.
La redazione della rivista giuridica Quaderni di Diritto degli Animali, promossa da Animal Law Italia, invita studiose e studiosi, ricercatrici e ricercatori, professioniste e professionisti del settore giuridico, nonché studentesse e studenti universitari, a proporre contributi originali sul tema della tutela degli animali non umani.
Sono accolti articoli scientifici, note a sentenza, contributi di approfondimento e analisi critica, nonché recensioni di libri, purché inediti e coerenti con l’impostazione e i valori della rivista.
Sono ammessi contributi in italiano, francese, inglese, spagnolo, che rispettino le norme editoriali della rivista (also available in English).
Tutti i testi saranno sottoposti a valutazione secondo le procedure editoriali.
L’invio dei contributi è aperto su base continuativa; tuttavia, per il prossimo numero (in uscita in estate), si invita a trasmettere i materiali entro metà maggio all’indirizzo quaderni@dirittodeglianimali.eu, allegando anche un breve abstract (in italiano e inglese), nonché una breve biografia dell’autore/autrice.
Per ulteriori informazioni è possibile contattare la redazione all’indirizzo quaderni@dirittodeglianimali.eu.
La redazione di Quaderni di Diritto degli Animali
Tutt’oggi, in Italia, la sperimentazione animale impiega ogni anno circa 550mila animali di diverse specie. Il principio delle 3R (Replacement, Reduction e Refinement) è un concetto chiave nella sperimentazione animale. È stato introdotto nel 1959 per rendere la ricerca scientifica più etica. Più nello specifico, secondo questa triade il ricercatore, in primo luogo, dovrebbe adoperarsi per sostituire ed eliminare in tutto o in parte il modello animale con un modello alternativo; in secondo luogo, dovrebbe applicarsi per utilizzare il minor numero possibile di animali;
infine, il ricercatore dovrebbe comunque tentare di rifinire o migliorare le condizioni sperimentali degli animali da laboratorio e cioè rivedere le condizioni di cura, il trasporto, l’alimentazione, l’interazione con i suoi simili, la stabulazione, il rispetto delle sue caratteristiche etologiche, la riduzione del grado di sofferenza, la cura del rapporto con l’uomo, ecc.
In applicazione del principio in parola, ma anche grazie alle forti contestazioni all’utilizzo degli animali a scopi scientifici, stanno nascendo nuove metodologie cruelty free. Un esempio virtuoso è quello dell'Università degli Studi di Udine ove è stato collaudato un sistema di fermentazione ruminale in continuo, che consente di avere una simulazione in vitro della funzionalità dell'ambiente ruminale tramite l’utilizzo di un campione di liquido ruminale prelevato da ani mali al macello, consentendo una riduzione della manipolazione su animali vivi. Con tale me-
todologia si evita nello specifico il prelievo di liquido tramite fistola ruminale o sonda esofagea su animale vitale.
Even today, animal experimentation in Italy involves approximately 550,000 animals of different species each year. The 3Rs principle (Replacement, Reduction, and Refinement), introduced in 1959, is a cornerstone of ethical scientific research involving animals. According to this principle, researchers should first aim to replace animal models entirely or partially with alternative methods; secondly, they should seek to reduce the number of animals used; and finally, they should refine experimental conditions to minimize pain and distress. This includes improving housing, care, feeding, transportation, and social interactions, as well as respecting animals’ ethological needs and their relationship with humans.
In line with the 3Rs principle and growing ethical objections to animal use in research, new cruelty-free methodologies are emerging. A noteworthy example comes from the University of Udine, where a continuous ruminal fermentation system has been developed. This in vitro approach simulates ruminal functionality using fluid samples collected from slaughtered animals, thereby eliminating the need for live animal handling. Consequently, invasive procedures such as fluid sampling via ruminal fistula or esophageal probe in live animals are avoided.
Il presente studio esplora l’impatto della tradizione cristiana sulle relazioni uomo-animale, evidenziando come essa modelli gli atteggiamenti dei primi nei confronti dei secondi. Viene introdotto il concetto di ‘religiosità dissimulata’, per cui si sostiene che i principi religiosi di tale tradizione, anche nelle società laiche, informano la legislazione e i comportamenti riguardanti il trattamento degli animali. Infine, si promuove un approccio più olistico e improntato alla laicizzazione dei precetti religiosi.
This paper explores the impact of the Christian tradition on human-animal relationships, with a particular focus on how religious beliefs within Christianity shape attitudes towards animals.
It introduces the concept of ‘disguised religiosity’, arguing that the principles of this religion, even in secular societies, inform legislation and behaviours regarding animals’ treatment. Finally, it advocates for a shift towards a more holistic and secular perspective.
Nel 2012 PETA ha citato in giudizio SeaWorld per la riduzione in schiavitù dell’orca Tilikum, invocando il XIII Emendamento della Costituzione Americana. Questo caso ha sollevato un dibattito sullo status legale degli animali non umani e sulla portata del diritto costituzionale, mettendo in discussione il loro trattamento come beni mobili. Inoltre, PETA ha sottolineato il parallelismo con la schiavitù afroamericana e la storica subordinazione legale delle donne, evidenziando le connessioni tra femminismo, diritti delle persone nere e questione animale.
Attraverso il caso di Tilikum, questo articolo critica lo status di proprietà degli animali non umani e il complesso industriale dello sfruttamento animale, entrambi radicati in una gerarchia specista e antropocentrica. Propone un approccio intersezionale basato sulla relazionalità come strategia per la giustizia animale e sociale, promuovendo una visione positiva dell’animalità e una liberazione totale, intersezionale e multispecie.
In 2012, PETA sued SeaWorld for enslaving the orca Tilikum, invoking the Thirteenth Amendment of the U.S. Constitution. This case sparked a debate on the legal status of nonhuman animals and the scope of constitutional rights, challenging their classification as property. In addition, PETA highlighted parallels with African American slavery and the historical legal subjugation of women, emphasizing the connections between feminism, Black struggles, and animal issues.
Through the case of Tilikum, this article critiques the property status of nonhuman animals and its exploitation in the animal industrial complex, both rooted in a speciesist and anthropocentric hierarchy. It advocates for an intersectional approach centered on relationality as a strategy for both animal and social justice, fostering a positive vision of animality and aiming for a total, intersectional, multispecies liberation.
«La grandezza di una nazione ed il suo progresso morale si possono giudicare dal modo in cui gli animali vengono trattati» – Mahatma Ghandi
«The greatness of a nation and its moral progress can be judged by the way its animals are treated» – Mahatma Ghandi
È partendo da questo faro guida del grande politico, filosofo, pensatore ed Avvocato indiano del 1869 che si svolgerà uno sguardo sulla situazione attuale del progresso dell’Italia, e dell’Europa in generale, per fare un punto sul ruolo, sulla figura, sulle tutele e, più in generale, sulla considerazione che la legislazione, italiana, riserva oggi all’ “animale non umano”, considerato come essere vivente “senziente”, dotato di propri diritti in quanto esemplare, individuo e non solo come appartenente ad una specie. Ciò in un’ottica di confronto con la normativa
europea e di altri Stati extra UE.
Verrà, in particolare, svolto un excursus da come l’animale non umano paragonato dal codice civile italiano del 1942 ad una res, ovvero ad un bene “mobile” di proprietà dell’animale umano, nella lunga e lenta strada dell’evoluzione sociale e di una maggiore presa di consapevolezza del valore della vita, in ogni sua forma di manifestazione, e del pianeta terra a noi affidato in custodia, sia giunto ad essere considerato un essere senziente nell’art. 13 del TFUE.
Un accento particolare verrà posto su quali sfide rimangano ancora aperte.
Ciò verrà svolto al fine di mostrare la prospettiva ancora fortemente antropocentrica che contraddistingue ed impernia la cultura occidentale ma per illustrare anche, con cauto ottimismo, le timide spinte più recenti nella direzione ecocentrica provenienti dall’Unione Europea (cfr. da ultimo la recentissima direttiva UE 2024/1203 dell’11 aprile 2024 in materia di tutela penale dell’ambiente nella quale è centrale il concetto di “ecosistema” inteso come complesso dinamico di comunità di piante, animali, funghi e microrganismi e del loro ambiente non vivente che, mediante la loro interazione, formano un’unità funzionale, e comprende tipi di habitat, habitat di specie e popolazioni di specie) ma anche da Paesi extra UE (e, in particolare, la Costituzione dell’Ecuador del 2008 sui diritti della natura).
Questo articolo esplora la conservazione della natura e delle specie attraverso una prospettiva giuridica critica, analizzando le limitazioni dell'attuale diritto internazionale dell’ambiente, spesso radicato in visioni antropocentriche e coloniali. Viene proposta un'analisi delle principali convenzioni internazionali, come la CBD e la CITES, alla luce di approcci decoloniali, antispecisti ed ecofemministi intersezionali. L'articolo sostiene la necessità di riformare il quadro giuridico internazionale per promuovere una conservazione più inclusiva, equa e rispettosa dei
diritti degli animali, delle popolazioni indigene e della natura stessa.
Il delitto di uccisione di animali di cui all’art. 544 bis c.p. assorbe anche il disvalore eventualmente derivante dall’essere l’animale di proprietà altrui, in ragione della c.d. clausola di salvezza contenuta nell’art. 638, co. 1 c.p., con conseguente legittimazione del proprietario dell’animale a costituirsi parte civile per il risarcimento dei danni patrimoniali e non derivanti da reato – CED 285111-02 (Cass. pen., sez. III, 15 giugno-15 settembre 2023, n. 37847).
Se il diritto francese rimane impermeabile al concetto di personalità giuridica degli animali, una delle province della Nuova Caledonia, ente locale francese sui generis, riconosce invece una serie di specifici diritti in capo ad alcune specie animali. Una possibile revisione costituzionale dello status della Nuova Caledonia potrebbe fornire l'occasione per inserire la protezione degli animali nella Costituzione francese.
While French law remains impervious to the concept of the legal personality of animals, one of the provinces of New Caledonia, a sui generis French territorial collectivity, recognises rights to certain animal species. A possible constitutional review of New Caledonia’s status could provide an opportunity to include animal protection in the French Constitution.
Il contributo propone una lettura gius-internazionalista ed ecocentrica del recente caso dell’orsa Jj4, in particolare delle decisioni del TAR Trento e del Consiglio di Stato. Si sottolineerà come il provvedimento di abbattimento dell’orsa, se confermato, non sarebbe conforme agli obblighi di diritto internazionale e dell’Unione Europea cui l’Italia deve adempiere.
This paper discusses the recent case involving a bear, Jj4, offering an international legal and ecocentric analysis of the decisions taken by Trento Administrative Tribunal and the State Council. It will be contended that the killing of the bear would go against the obligations under International and Europea Union Law, if confirmed by the Administrative Tribunal of Trento.
Il presente contributo si propone di analizzare gli effetti della riforma costituzionale avente ad oggetto gli artt. 9 e 41 Cost. in materia di tutela degli animali. Inoltre, attraverso una preliminare analisi comparata della protezione degli animali nelle altre Costituzioni europee ed internazionali, si sottoporrà a vaglio l’art. 13 del Trattato di Lisbona relativo alla natura senziente di tutti gli esseri animali.
The aim of this contribution is to analyse the effects of the constitutional reform concerning Articles 9 and 41 of the Constitution on animal protection. In addition, through a preliminary comparative analysis of animal protection in other European and international constitutions, Article 13 of the Lisbon Treaty concerning the sentient nature of all animal beings will be examined.
La sperimentazione animale ha storicamente permesso progressi in medicina, ma suscita da sempre preoccupazioni etiche per la sofferenza causata agli animali e sempre più ricercatori riconoscono i limiti scientifici del modello animale. L'esempio della Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA) evidenzia questi limiti e le opportunità offerte dalla ricerca basata sulla biologia umana.
Animal experimentation has historically enabled advances in medicine, but it has always raised ethical concerns due to the suffering it causes to animals and, moreover, an increasing number of researchers are recognizing the scientific limitations of animal models. The example of Amyotrophic Lateral Sclerosis (ALS) highlights these limitations and underscores the opportunities presented by human-based research.
Con il presente scritto, che racchiude alcune delle riflessioni formulate e maturate negli scorsi anni di studio e confronto, proposte anche in precedenti convegni e scritti, si vuole salutare con entusiasmo la nascita di una rivista italiana dedicata al diritto degli animali.
Si tratta di un segnale importante, che va di pari passo con altre iniziative delle società civile che si ritengono cruciali, tra cui in particolare l’introduzione di corsi e insegnamenti sul diritto degli animali (anche!) nelle università italiane e la nascita della Commissione di diritto degli animali dell’Ordine degli Avvocati di Milano. Insieme alle più recenti novelle legislative, tutto ciò testimonia l’attenzione crescente della società civile per garantire una tutela sostanziale più incisiva e concreta agli animali.
Prof. Francesco ALICINO, Università LUM Giuseppe Degennaro
Prof. Riccardo CARDILLI, Università degli studi di Roma Tor Vergata
Prof.ssa Diana CERINI, Università degli studi di Milano Bicocca
Prof. Francesco Emanuele CELENTANO, Università degli studi di Bari Aldo Moro
Prof.ssa Sara DE VIDO, Università Ca’ Foscari
Prof. Stefano DOMINELLI, Università degli studi di Genova
Prof. Luca LEONE, Università di Pisa
Prof.ssa Micaela LOTTINI, Università Roma Tre
Prof.ssa Laura Alessandra NOCERA, Università degli studi di Milano Statale
Prof. Vincenzo PEPE, Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”
Prof. Carmine PETTERUTI, Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”
Prof.ssa Francesca RESCIGNO, Alma Mater Studiorum, Università di Bologna
Prof.ssa Mariachiara TALLACCHINI, Università Cattolica del sacro cuore
Prof.ssa Luisella BATTAGLIA, Università degli studi di Genova
Prof. Franco MANTI, Università degli studi di Genova
Prof. Simone POLLO, Sapienza Università di Roma
Prof. Giancarlo BOZZO, Università degli studi di Bari Aldo Moro
Prof.ssa Paola FOSSATI, Università degli studi di Milano Statale
Prof.ssa Annamaria PASSANTINO, Università degli studi di Messina
Giulia Torre, Sara Dal Monico, Giulia Mazzoni
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