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Legge
Nuove norme contro il maltrattamento degli animali
L. 22 novembre 1993, n. 473
In vigore
Nazionale
Oggetto principale: Riforma integrale dell'art. 727 del Codice Penale. Questa legge rappresenta il "ponte" storico tra il vecchio Codice Penale del 1930 e la grande riforma del 2004. È la norma che ha trasformato il concetto giuridico di animale da "oggetto di proprietà" a "essere meritevole di protezione diretta".
Analisi e commento
Novità introdotte:
- Ampliamento della condotta: non solo la “crudeltà” (difficile da provare), ma anche il sottoporre l’animale a fatiche insopportabili, sevizie o fatiche non adeguate all’età/condizioni.
- Introduce la punibilità per chi detiene animali in condizioni contrarie alla loro natura e produttive di gravi sofferenze.
- Tipizzazione specifica del reato di abbandono di animali domestici o che abbiano acquisito abitudini della cattività.
Natura del reato: all’epoca era una contravvenzione (punita con l’ammenda).
Gran parte di questa legge è stata assorbita e potenziata dalla L. 189/2004, che ha trasformato il maltrattamento in delitto (art. 544-ter c.p.), lasciando all’art. 727 c.p. la disciplina dell’abbandono e della detenzione incompatibile.
Importanza storica
La L. 473/1993 è spesso citata in giurisprudenza come il momento in cui la Cassazione ha iniziato a riconoscere che il “sentimento per gli animali” non è più solo la pietà umana, ma un valore protetto in sé.