Proposta di Regolamento UE — Benessere e tracciabilità di cani e gatti
COM(2023) 769 final — Procedura 2023/0447(COD)
Punti chiave
- Standard minimi per allevamento, ricovero, manipolazione e riproduzione di cani e gatti in allevamenti professionali, punti vendita e rifugi.
- Obbligo di microchippatura e registrazione in database nazionali interoperabili all'interno dell'UE.
- Divieto di consanguineità e ibridazione estrema nell'allevamento.
- Divieto di mutilazioni dolorose (taglio orecchie, coda, asportazione unghie) salvo indicazione medica documentata.
- Regolamentazione della frequenza e limiti di età per la riproduzione (massimo due parti cesarei per animale).
- Esclusione di animali con tratti conformazionali estremi da esposizioni e competizioni.
- Norme sulla vendita online di animali da compagnia.
- Protezione dei consumatori e lotta al traffico illegale di cuccioli.
Analisi e commento
Per anni il diritto dell’Unione europea ha disciplinato solo in modo frammentario alcuni aspetti della circolazione e del commercio di cani e gatti, senza introdurre una normativa organica sul loro benessere negli allevamenti, nei punti vendita, nei rifugi e nelle attività di immissione sul mercato. È da questo vuoto normativo che nasce la proposta di regolamento presentata dalla Commissione europea il 7 dicembre 2023, con l’obiettivo di fissare per la prima volta standard minimi comuni a livello UE sul benessere di cani e gatti e sulla loro tracciabilità.
Lo stato del procedimento legislativo
La proposta segue la procedura legislativa ordinaria. Dopo la presentazione da parte della Commissione, il Parlamento europeo ha adottato la propria posizione in prima lettura il 19 giugno 2025.
Il 25 novembre 2025 Parlamento e Consiglio hanno poi raggiunto un accordo provvisorio sul testo. Il 10 dicembre 2025 il Coreper ha confermato l’accordo interistituzionale e ha trasmesso alla commissione parlamentare competente il testo di compromesso finale, precisando che esso resta soggetto alla revisione dei giuristi-linguisti.
Il 12 gennaio 2026 la commissione competente del Parlamento ha approvato il testo concordato nei negoziati. Nel fascicolo parlamentare compare, inoltre, una data plenaria indicativa al 27 aprile 2026.
Questo significa che il dossier è in una fase molto avanzata, ma non è ancora formalmente concluso. Restano infatti l’approvazione finale del Parlamento europeo, l’adozione formale da parte del Consiglio, la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea e l’entrata in vigore secondo i termini del testo definitivo. In assenza di un regolamento già adottato e pubblicato, il riferimento oggi più avanzato è rappresentato dal testo di compromesso del 10 dicembre 2025, letto insieme alla proposta originaria della Commissione.
Perché conta
Questa proposta conta molto perché interviene in un settore in cui benessere animale, tutela dei consumatori, trasparenza del mercato e contrasto al traffico illegale si intrecciano in modo evidente. La domanda di cani e gatti nell’Unione è cresciuta, il commercio transfrontaliero è aumentato e la vendita online ha assunto un ruolo centrale, mentre le regole nazionali restano disomogenee e, in molti casi, insufficienti.
Le ragioni della riforma
La riforma nasce da criticità ormai evidenti:
- assenza di standard UE uniformi sul benessere di cani e gatti allevati e commercializzati;
- forti divergenze tra legislazioni nazionali;
- crescita del commercio illegale e delle pratiche fraudolente;
- difficoltà di identificare l’origine degli animali e di seguirne i passaggi;
- ruolo crescente delle piattaforme online nella vendita o offerta di animali.
La logica della proposta è quindi quella di passare da un sistema frammentato a un sistema più trasparente, più controllabile e più uniforme.
I contenuti principali della proposta
La proposta non si limita a imporre l’identificazione con microchip. Costruisce un impianto più ampio, che combina standard di benessere, obblighi per gli operatori, regole sulla tracciabilità e strumenti di controllo. Su più punti, il testo di compromesso del 10 dicembre 2025 rafforza o precisa ulteriormente l’impostazione originaria.
Ambito di applicazione
Il regolamento si concentra su cani e gatti allevati, detenuti o immessi sul mercato nell’ambito di attività economiche. Il bersaglio principale sono quindi allevamenti, stabilimenti di vendita, rifugi e, più in generale, gli operatori che forniscono cani e gatti sul mercato dell’Unione.
Benessere nelle strutture
Il testo introduce standard minimi comuni per la detenzione, la gestione, la manipolazione e la riproduzione di cani e gatti. L’idea di fondo è spostare l’attenzione dalla sola circolazione commerciale alle condizioni concrete in cui gli animali vengono allevati e custoditi.
Microchippatura e registrazione
Questo è uno degli assi più forti della riforma. La proposta della Commissione prevedeva già identificazione mediante microchip e registrazione in banche dati nazionali interoperabili per i cani e gatti immessi sul mercato. Il compromesso del 10 dicembre 2025 amplia però la portata della misura, chiarendo che tutti i cani e gatti detenuti nell’UE, compresi quelli dei privati, dovranno essere identificabili con microchip e registrati in banche dati nazionali interoperabili.
La comunicazione ufficiale del Parlamento europeo aggiunge inoltre le tempistiche differenziate di adeguamento:
- 4 anni per venditori, allevatori e rifugi;
- 10 anni per i cani detenuti da proprietari privati che non vendono animali;
- 15 anni per i gatti detenuti da proprietari privati che non vendono animali.
Si tratta di un passaggio molto importante, perché rende la tracciabilità più ampia e più effettiva, ma attenua l’impatto immediato sui proprietari privati.
Interoperabilità delle banche dati
La proposta insiste sul fatto che i registri nazionali debbano essere interoperabili, cioè in grado di dialogare tra loro e consentire verifiche incrociate. È questo il punto che trasforma la microchippatura da adempimento formale a strumento di controllo reale.
Vendita online
La vendita online occupa un ruolo centrale nella riforma. La Commissione osserva che una quota significativa di cani e gatti viene ormai acquistata o ottenuta tramite internet. Per questo, il compromesso conferma la centralità di questo asse anche in raccordo con il quadro europeo sui servizi digitali. In altre parole, la tracciabilità non viene pensata solo come obbligo dell’allevatore o del venditore, ma anche come elemento che deve poter essere verificato quando l’animale viene offerto online, così da rendere più difficile la pubblicazione di annunci privi di dati affidabili sull’origine e sull’identificazione dell’animale.
In questo quadro, la piattaforma online non è chiamata a certificare autonomamente la liceità della vendita, ma deve essere strutturata in modo da consentire che i dati essenziali sull’identificazione e sulla registrazione dell’animale siano verificabili già quando l’annuncio viene pubblicato. La proposta della Commissione prevede inoltre che sia sviluppato un sistema pubblico e gratuito per verificare l’autenticità dell’identificazione e della registrazione di un cane o di un gatto.
Riproduzione, selezione e pratiche vietate
Qui il testo di compromesso aggiunge elementi molto incisivi.
In particolare, risultano previsti:
- divieto di riproduzione tra genitori e figli, nonni e nipoti, fratelli e sorelle, mezzi fratelli e mezze sorelle;
- divieto di utilizzare per la riproduzione femmine che abbiano già subito due cesarei;
- divieto di allevare cani o gatti con tratti esagerati o eccessivi che comportino significativi rischi per la salute;
- divieto di mutilazioni dolorose, salvo necessità mediche documentate e intervento veterinario.
Un passaggio particolarmente significativo è che i cani e i gatti con tratti conformazionali estremi — insieme agli animali mutilati — saranno esclusi da show, esposizioni e competizioni. Questo elemento mostra bene la logica della riforma: non intervenire solo sull’offerta, ma anche sui meccanismi che premiano esteticamente caratteristiche incompatibili con il benessere animale.
Dalla comunicazione ufficiale del Parlamento risultano inoltre due divieti molto concreti:
- divieto di legare stabilmente cani e gatti a un oggetto, salvo esigenze mediche;
- divieto di usare collari a punte e collari a strozzo senza meccanismo di sicurezza.
Approvazione degli allevamenti e controlli
La proposta prevede che gli allevamenti soggetti alla disciplina debbano ottenere un’approvazione da parte dell’autorità competente, previa verifica sul posto del rispetto dei requisiti. Le autorità dovranno mantenere un elenco pubblico degli allevamenti approvati. Anche questo profilo resta centrale nel compromesso, perché rafforza la possibilità di distinguere le attività regolari dagli operatori del mercato grigio o illegale.
Importazioni da Paesi terzi
Questo è un altro terreno su cui il compromesso va avanti in modo significativo. Il testo chiarisce che:
- i cani e i gatti importati da Paesi terzi per essere venduti nell’UE dovranno essere microchippati prima dell’ingresso nell’Unione e poi registrati in una banca dati nazionale;
- le regole vengono estese anche ai movimenti non commerciali, per evitare che animali entrino formalmente come animali da compagnia e vengano poi venduti;
- chi entra nell’UE con un animale dovrà pre-registrarlo in una banca dati almeno cinque giorni lavorativi prima dell’arrivo, salvo le eccezioni previste.
È un passaggio molto rilevante, perché cerca di chiudere uno dei canali più facili da usare per aggirare il sistema di tracciabilità e controllo.
Che cosa cambierebbe concretamente
Per capire la portata della riforma, si può immaginare un allevatore che vende cuccioli online in più Stati membri. In un sistema come quello delineato dalla proposta, aggiornato alla luce del compromesso del 10 dicembre 2025:
- l’animale dovrebbe essere identificato con microchip;
- la registrazione dovrebbe risultare in una banca dati nazionale interoperabile;
- la struttura potrebbe essere soggetta ad approvazione;
- il benessere dell’animale dovrebbe essere garantito secondo standard comuni;
- la piattaforma online dovrebbe consentire la verifica dei dati essenziali relativi all’identificazione e alla registrazione dell’animale;
- alcuni modelli di selezione e di commercializzazione oggi tollerati verrebbero invece esclusi.
In questo senso, la proposta non cambia solo il diritto applicabile: cambia il modo in cui il mercato dovrebbe funzionare.
L’impatto atteso sugli operatori
Dal punto di vista pratico, la riforma potrebbe incidere in modo significativo su:
- allevatori professionali e semi-professionali;
- punti vendita;
- rifugi che forniscono animali;
- operatori della commercializzazione transfrontaliera;
- piattaforme online che ospitano offerte di cani e gatti.
Gli effetti attesi sono:
- maggiore formalizzazione degli obblighi di identificazione e registrazione;
- costi organizzativi e gestionali più elevati per gli operatori che dovranno adeguarsi;
- maggiore trasparenza nei passaggi di vendita o donazione;
- riduzione degli spazi per il commercio illecito e le frodi documentali;
- rafforzamento della posizione degli operatori regolari rispetto al mercato grigio.
Profili critici e questioni aperte
La riforma è molto importante, ma non elimina automaticamente tutte le criticità.
Primo: la qualità dei controlli. Anche il miglior sistema di tracciabilità funziona solo se autorità e operatori lo applicano con continuità se i dati inseriti sono affidabili.
Secondo: l’uniformità tra Stati membri. La proposta nasce proprio per ridurre la frammentazione, ma il rischio di applicazioni molto diverse resta, soprattutto nella fase iniziale.
Terzo: il rapporto tra standard minimi UE e regole nazionali più severe.
La proposta consente agli Stati membri di mantenere o introdurre norme più rigorose su alcune materie, purché compatibili con il regolamento e con il mercato interno. Questo può essere un punto di forza, ma anche una fonte di complessità.
Quarto: la tenuta del sistema online. La previsione di verifiche sull’identificazione e registrazione degli animali offerti sulle piattaforme è molto importante, ma la sua efficacia concreta dipenderà dagli strumenti tecnici e dal reale coinvolgimento delle piattaforme.
Quinto: il bilanciamento tra benessere animale, mercato e sostenibilità per gli operatori.
Norme più rigorose migliorano la tutela, ma richiedono adattamenti organizzativi, investimenti e controlli adeguati. Il rischio, altrimenti, è avere regole avanzate sulla carta ma applicazione debole nella pratica.
Considerazioni conclusive
La proposta di regolamento sul benessere e la tracciabilità di cani e gatti segna un passaggio molto importante: per la prima volta l’Unione europea tenta di costruire una disciplina comune non solo sulla circolazione o sulla salute animale, ma sul benessere concreto di cani e gatti immessi sul mercato e sulla possibilità di seguirne in modo affidabile il percorso.
Il suo valore sta proprio qui: nel tenere insieme tutela animale, trasparenza del mercato, protezione dei consumatori e contrasto al traffico illegale. Ma la vera misura della riforma non sarà il suo titolo innovativo. Sarà la capacità di trasformare microchip, registri, controlli, divieti e standard minimi in una tutela effettiva, verificabile e uniforme.
