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Pescato in Rete! Portiamo in Tribunale chi maltratta sui social

Ogni giorno, vengono pubblicati video di crudeltà sugli animali per ottenere like. Le piattaforme non intervengono. Noi sì: li denunciamo alla magistratura, uno per uno. Aiutaci a scovarli.

IL PROBLEMA

La crudeltà è diventata un format

Granchi afferrati a mani nude e spezzati davanti alla telecamera. Aragoste ancora vive gettate in pentola mentre si contorcono. Astici usati come oggetti di scena per video “divertenti”. Non parliamo di incidenti: parliamo di contenuti creati appositamente da ristoranti e pescherie per ottenere engagement sui social.

Questi video raccolgono migliaia di visualizzazioni. Chi li pubblica ne trae un vantaggio commerciale diretto. E nonostante documentino atti di crudeltà verso animali senzienti, i filtri antiviolenza delle piattaforme non li intercettano quasi mai.

Chi li produce è convinto di essere intoccabile. Molti non sanno nemmeno che quello che stanno facendo è un reato. È ora di dimostrare il contrario.

la soluzione

Come agiamo

Portiamo i responsabili in tribunale

Presentiamo denunce alla Procura competente per ogni caso documentato. Chi maltratta animali per profitto deve affrontare le conseguenze: sanzioni penali, spese processuali e un danno reputazionale concreto.

Facciamo rimuovere i profili che lucrano sulla violenza

Chiediamo alle piattaforme la rimozione dei contenuti e la chiusura dei profili che sfruttano il maltrattamento animale per generare visualizzazioni e profitto commerciale. Sparire dalla rete significa perdere clienti.

Cambiamo le regole del gioco

Stiamo aprendo un’interlocuzione diretta con Meta e le altre piattaforme per ottenere politiche di moderazione che riconoscano il maltrattamento animale come contenuto vietato, al pari della violenza sulle persone.

LA NOSTRA STRATEGIA

Un’operazione legale senza precedenti in Italia

Con “Pescato in Rete!” abbiamo lanciato la prima campagna di azioni legali sistematiche contro chi pubblica contenuti di maltrattamento animale sui social network. Non ci limitiamo a protestare: raccogliamo prove, identifichiamo i responsabili e sporgiamo denuncia alla Procura. Un nuovo caso ogni due settimane.

Hai trovato un video di maltrattamento? Segnalacelo.

Da sapere:

  • Il nostro team legale esamina ogni segnalazione.
  • Se i fatti costituiscono reato, sporgiamo denuncia alla Procura competente e chiediamo alle piattaforme la rimozione dei contenuti e la chiusura del profilo.
  • La tua identità resta completamente riservata. Trattandosi di contenuti pubblicati su piattaforme pubbliche, non abbiamo bisogno di alcuna testimonianza. Non verrai mai citato in nessun atto.

Domande frequenti

Prima di segnalare, ti chiediamo di consultare questa sezione.

Nessuno. La tua identità resta completamente riservata: non verrai mai citato in alcun atto. Poiché i contenuti sono pubblicati su piattaforme pubbliche, non abbiamo bisogno di testimonianze.

Puoi segnalare ad ALI qualsiasi contenuto che documenti comportamenti crudeli o violenti verso animali. Per procedere con una denuncia all’autorità giudiziaria, occorre che i fatti siano penalmente rilevanti ai sensi degli articoli 544-bis e 544-ter del codice penale, relativi rispettivamente all’uccisione e al maltrattamento di animali.

ALI esamina il materiale ricevuto, ne valuta la rilevanza e verifica se vi siano i presupposti per ulteriori passi. Nei casi che lo giustifichino, potrà attivarsi nelle forme ritenute più opportune, anche sul piano giudiziario.

Ogni segnalazione viene valutata nel merito. Procediamo con una denuncia solo quando i fatti risultano effettivamente penalmente rilevanti. Non chiediamo l’intervento della magistratura per comportamenti che non costituiscono reato.

Per i casi commessi fuori dall’Italia non possiamo procedere con una denuncia in Italia. Puoi comunque segnalare il contenuto direttamente alla piattaforma: più utenti segnalano, più è probabile che vengano adottati provvedimenti, fino anche alla chiusura del profilo o alla rimozione del contenuto.

Sì. Foto e video realizzati con smartphone possono essere utili ai fini della documentazione dei fatti. È consigliabile conservare il materiale nel modo più completo possibile e, in caso di episodi ripetuti, indicare con precisione le date, così da consentire una valutazione più accurata della sistematicità della condotta.

Le segnalazioni vengono valutate, tra l’altro, alla luce degli articoli 544-bis e 544-ter del Codice Penale italiano, che disciplinano l’uccisione e il maltrattamento di animali. Questi articoli tutelano tutti gli animali, compresi crostacei e altre specie acquatiche, in quanto esseri senzienti. La rilevanza giuridica del singolo caso viene comunque sempre verificata in concreto.

I tempi possono variare a seconda del caso. Quando sussistono i presupposti per una denuncia, ALI può attivarsi rapidamente. I tempi successivi dipendono poi dall’autorità giudiziaria. In parallelo, la segnalazione alle piattaforme può favorire interventi più rapidi per la cancellazione dei contenuti e la rimozione dei profili.

Perché ogni segnalazione contribuisce a monitorare un fenomeno sempre più diffuso: la diffusione online di contenuti che banalizzano o spettacolarizzano la sofferenza animale. Contrastare questi contenuti significa non solo intervenire sui singoli casi, ma anche promuovere una cultura diversa e più rispettosa.

Puoi sostenere la campagna con una donazione e puoi aiutarci a diffonderla condividendo questa pagina e i nostri contenuti sui social. Più attenzione riusciamo a generare, più sarà possibile rafforzare il monitoraggio, le segnalazioni e la pressione sulle piattaforme.

No, non è necessario avere una qualificazione giuridica precisa dei fatti. È però importante inviare segnalazioni relative a contenuti che mostrino in modo chiaro comportamenti gravi, crudeli o violenti verso animali, accompagnandole, se possibile, con elementi utili alla loro valutazione.

È opportuno inviare una segnalazione quando il contenuto mostra in modo sufficientemente chiaro un possibile maltrattamento o una condotta grave ai danni di un animale. Se il contenuto è ambiguo, incompleto o non documentabile, è preferibile raccogliere prima più elementi utili, oppure segnalarlo direttamente alla piattaforma.

Non sono utili segnalazioni generiche, prive di link, screenshot o indicazioni sufficienti a individuare il contenuto, né segnalazioni basate su impressioni personali non supportate da elementi concreti. Per aiutarci a valutare il caso, è importante inviare solo contenuti il più possibile chiari e documentati.

Documentalo subito, prima che venga rimosso: salva il link, fai screenshot o registrazioni, annota la piattaforma e, se possibile, la data in cui lo hai visto. Poi invia la segnalazione ad ALI tramite il modulo presente in questa pagina e segnala anche il contenuto direttamente alla piattaforma.

Per consentirci una valutazione più rapida ed efficace, è utile indicare il link al contenuto, al post o al profilo, la piattaforma su cui è stato pubblicato, la data in cui lo hai visualizzato, una breve descrizione dei fatti ed eventuali screenshot o altri elementi utili.

Sì. La segnalazione può essere comunque utile, soprattutto se disponi di screenshot, registrazioni o altri elementi che consentano di ricostruire il contenuto e il contesto in cui è stato pubblicato.

Sì. Il link è sempre preferibile, ma anche uno screenshot può essere utile, soprattutto se consente di identificare il contenuto, il profilo o la piattaforma su cui è stato pubblicato.

Sì. Non è necessario conoscere l’identità anagrafica della persona che ha pubblicato il contenuto. È comunque utile indicare il nome del profilo, il link al post o al video e ogni altro elemento che consenta di individuare il contenuto segnalato.

Sì, purché tu riesca a documentarli tempestivamente con screenshot, registrazioni o altri elementi utili prima che scompaiano.

Sì. La segnalazione alla piattaforma e quella ad ALI hanno funzioni diverse ma complementari. La prima può favorire una rimozione più rapida del contenuto o del profilo; la seconda consente una valutazione giuridica del caso e, quando ne ricorrano i presupposti, l’attivazione delle opportune iniziative giudiziarie.

Sì. In molti casi è preferibile documentare il contenuto e segnalarlo attraverso i canali opportuni, evitando interazioni pubbliche che potrebbero favorirne ulteriore diffusione o alterarne la reperibilità.

Sì. Il tono ironico, provocatorio o apparentemente leggero con cui un contenuto viene presentato non esclude la necessità di valutarne la gravità. Anche la sofferenza animale banalizzata o trasformata in spettacolo merita attenzione.

Sì. Segnalazioni multiple possono essere utili sia nei confronti della piattaforma, sia per evidenziare la diffusione del contenuto.

Sì. Anche la ripetizione di contenuti che banalizzano, spettacolarizzano o normalizzano condotte dannose verso gli animali può essere un elemento utile da sottoporre ad attenzione. In questi casi è importante indicare quanti più riferimenti possibili.

Sì, soprattutto se il contenuto è ancora online oppure se hai conservato elementi utili a ricostruirlo. Anche contenuti non recentissimi possono contribuire a documentare comportamenti rilevanti o ripetuti.

Le segnalazioni vengono valutate con attenzione, ma la campagna non equivale a un servizio di consulenza legale individuale sul singolo caso. L’obiettivo è esaminare i contenuti ricevuti e attivare, quando ne ricorrano i presupposti, le iniziative ritenute opportune.

Puoi consultare anche le FAQ e le risorse di SOS animALI, dove trovi ulteriori indicazioni pratiche sulla tutela degli animali e sulle possibili forme di intervento.

Ogni denuncia ha un costo. Il tuo sostegno le rende possibili.

Ogni azione legale — dalla raccolta delle prove digitali alla denuncia in Procura fino al monitoraggio del procedimento e l'eventuale processo che ne deriva — ha un costo di circa 1.000 euro. Vorremmo presentare una nuova denuncia ogni due settimane. Il tuo sostegno ci permette di non fermarci.

15 €

ci aiuti a preparare una denuncia

30 €

ci aiuti a partecipare a un'udienza

60 €

ci aiuti a fare pressione per cambiare le regole delle piattaforme

Hai difficoltà con questo modulo? Dona sul sito di PayPal.

Aiutaci a far girare il messaggio

Più persone conoscono questa campagna, più segnalazioni e supporto riceviamo, più denunce possiamo depositare.

Avvocati degli animali

Chi Siamo

Animal Law Italia è un’organizzazione senza scopo di lucro che utilizza il diritto come strumento di tutela degli animali. Siamo un Ente del Terzo Settore riconosciuto come rappresentante di interessi davanti alle Istituzioni europee. Con “Pescato in Rete!” portiamo la nostra esperienza in contenzioso strategico nel mondo digitale, per dimostrare che la crudeltà verso gli animali ha conseguenze anche online.

Ogni video di maltrattamento che circola in rete senza conseguenze manda un messaggio sbagliato: che gli animali si possono maltrattare impunemente. Noi vogliamo invertire questo messaggio.

Alessandro Ricciuti Presidente di Animal Law Italia