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Rivista

Intervista al Senatore Patuanelli: verso un allevamento senza gabbie

Angela Maria Panzini

3 min di lettura

Con l’approvazione definitiva della Legge di Bilancio 2026 è stato istituito, per la prima volta in Italia, un fondo per sostenere gli allevatori nella transizione verso allevamenti senza gabbie.

Il Fondo in questione è stato ufficialmente istituito con l’accoglimento dell’emendamento 94.0.76 che vede quale primo firmatario la Senatrice Spinelli (FDI) e co- firmatari i Senatori Patuanelli (M5S), Malpezzi (PD), Cucchi (AVS), Potenti (Lega), Biancofiore (Noi Moderati) e Unterberger (SVP).

Questo prevede lo stanziamento di una somma pari a 500.000 euro per l’anno 2026 e 1.000.000 di euro dal 2027, nonostante inizialmente fosse stato richiesto lo stanziamento di cifre superiori pari a 3 milioni di euro per l’anno 2026 e 5 milioni di euro a partire dal 2027.

Per l’occasione abbiamo intervistato il Senatore Stefano Patuanelli, Ministro dell’Agricoltura negli anni 2021-2022, primo firmatario dell’ AS 1633 – che già la scorsa estate mirava all’introduzione di un Fondo Cage Free – e , come detto, tra i firmatari dell’emendamento in questione.

Domanda: Da dove nasce l’idea di istituire tale fondo?

“L’idea nasce principalmente dal contatto che i gruppi parlamentari, in particolare il Movimento 5 Stelle, hanno con le associazioni animaliste. Queste ultime spesso ci propongono testi emendativi, disegni di legge o soluzioni relative al tema del benessere animale. In particolare questa proposta nasce già qualche anno fa, la collega Senatrice Bilotti (M5S) ne aveva presentata una simile, anche con il mio supporto in qualità di Presidente di gruppo. Quindi, non appena si è presentata la possibilità di ripresentarlo prima come disegno di legge e, successivamente, come emendamento alla Legge di Bilancio, abbiamo lavorato per farlo”.

Domanda: Nel percorso di approvazione dell’emendamento, sono state riscontrate particolari problematiche?

“In realtà no. Momento determinante per l’approvazione è stato a giugno dello scorso anno quando, in coordinazione con le associazioni animaliste, abbiamo organizzato in Senato un convegno sulla campagna End The Cage Age.

Scopo del convegno era quello di ascoltare le associazioni animaliste e le loro proposte ed è proprio su richiesta di queste ultime che abbiamo deciso di coinvolgere tutte le forze politiche, al convegno erano presenti tutti i firmatari dell’emendamento. Si tratta, quindi, di un progetto normativo che ha visto il favore di tutte le forze politiche.”

Collegandoci alla domanda precedente, a cosa è dovuta la riduzione del fondo? “Il problema, infatti, più che politico è economico. A prescindere dalla densità della cifra che sarebbe stata stanziata, ho ritenuto opportuno aumentare la pressione politica sul Ministero e sulle altre forze politiche per ottenere il fondo. In quel momento, l’importante era far partire il fondo. Ci sarà poi la possibilità, sia durante il 2026 che nella prossima legge di bilancio, di aumentare la dotazione. Ora come ora, obiettivo principale è quello di far pressione sul Ministero affinché adotti il decreto attuativo.”

Nonostante l’attuale inadeguatezza del fondo per produrre un significativo cambiamento si tratta comunque di un primo importante segnale politico nel nostro Paese che risponde al sempre maggiore interesse dell’opinione pubblica riguardo il tema del benessere animale.

Sulla base di un’analisi condotta dall’Unione europea nel 2023, infatti, circa l’84% della popolazione europea ritiene che vada incrementata la tutela, rispetto a quella attualmente offerta, nei confronti della vita e del benessere degli animali da allevamento.

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