A Verbania si sta consolidando un modello di amministrazione maggiormente attenta anche ai diritti dei più deboli, siano essi umani o animali. La tutela del benessere animale si intreccia infatti con le politiche sociali, dando concreta attuazione a principi di solidarietà e giustizia anche nei confronti degli animali da compagnia meno fortunati.
Due iniziative di particolare rilievo meritano attenzione per il loro valore sia pratico sia simbolico: il progetto comunale «Adotta un cane anziano over 10 anni» e l’apertura dell’ambulatorio veterinario sociale, primo nel Verbano Cusio Ossola.
Il Comune di Verbania ha infatti recentemente avviato un’iniziativa che potrebbe rappresentare un punto di riferimento per molti enti locali: chi adotterà un cane con almeno dieci anni d’età dal canile municipale, riceverà un rimborso delle spese veterinarie documentate, incluse le vaccinazioni polivalenti annuali. Come sottolineato da Monica Gulisano, assessora al Benessere animale, questa misura intende promuovere un’adozione consapevole e solidale, offrendo agli animali più anziani, spesso esclusi dalle scelte adottive, la possibilità di trascorrere gli ultimi anni della loro vita in un contesto familiare affettuoso e stabile.
Grazie anche ai percorsi educativi già attivati all’interno della struttura comunale, questi cani risultano ben socializzati e pronti a integrarsi in famiglia. Si tratta di un gesto che va oltre la compassione individuale: è
un intervento pubblico che riconosce il valore affettivo, relazionale e persino terapeutico dell’animale d’affezione, incentivandone la tutela.
Non meno significativa è l’apertura, avvenuta già nel luglio 2023, dell’ambulatorio veterinario sociale presso la sede di Verbania. Fortemente voluto dalla Regione Piemonte e dall’assessora Chiara Caucino, questo presidio sanitario gratuito per animali da compagnia appartenenti a persone in carico ai servizi sociali rappresenta una vera e propria innovazione nel sistema di welfare integrato. Le prestazioni offerte – tra cui visite veterinarie, vaccinazioni, applicazione di microchip ed esami diagnostici di base – sono erogate dal personale del Servizio Veterinario dell’ASL VCO su appuntamento, prenotato direttamente dagli assistenti sociali tramite una piattaforma interna. Il servizio è stato attivato in collaborazione con la LAV (Lega Anti Vivisezione), secondo quanto previsto da un protocollo d’intesa recentemente firmato.
Come ha evidenziato il Direttore del Servizio Veterinario dell’ASL VCO, Germano Cassina, si stima che nel territorio vi siano circa 800 animali d’affezione di proprietà di persone seguite dai servizi sociali. L’ambulatorio intende prevenire gli abbandoni legati all’impossibilità economica di sostenere le cure veterinarie e garantire un livello minimo di tutela sanitaria anche per gli animali delle persone più fragili. Questo risponde non solo a un’esigenza etica, ma anche a una necessità igienico-sanitaria e di ordine pubblico.
L’approccio di Verbania e della Regione Piemonte dimostra che le politiche per il benessere animale non possono più essere considerate accessorie o marginali. Si tratta, piuttosto, di strumenti essenziali per costruire una società più equa, dove la cura e il rispetto per ogni esserevivente sono parte integrante dell’interesse pubblico.
Dal punto di vista giuridico, queste iniziative si inseriscono in un contesto normativo in cui si sta rafforzando il riconoscimento dell’animale come soggetto senziente, come previsto dall’articolo 13 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea e, a livello nazionale, dall’art. 9 della Costituzione italiana, modificato nel 2022 per includere la tutela degli animali (“La Repubblica tutela l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni. La legge dello Stato disciplina i modi e le forme di tutela degli animali.”)
In questo quadro, l’esperienza verbanese rappresenta un’applicazione concreta e virtuosa del principio di protezione animale come valore costituzionale.
L’auspicio è che iniziative come queste si moltiplichino in tutta Italia, contribuendo a rendere effettivi i diritti degli animali, soprattutto quelli più vulnerabili, e a consolidare il ruolo delle istituzioni pubbliche nella promozione del benessere animale come parte integrante del benessere collettivo.





