Sofferenza gratuita esibita con leggerezza
Un video diffuso sui social mostra atti di violenza particolarmente gravi nei confronti di un astice vivo: il crostaceo viene ripetutamente percosso in varie parti del corpo da una donna — titolare di un profilo con centinaia di migliaia di follower — e poi gettato ancora vivo in una padella per la cottura. Un maltrattamento inaccettabile, esibito con l’evidente intento di aumentare le visualizzazioni. La scena, per come è stata divulgata, appare inoltre accompagnata da un atteggiamento di derisione e leggerezza del tutto incompatibile con la gravità di quanto mostrato.
Nelle scorse ore, LAV ha diffuso sui social il video, annunciando una denuncia per maltrattamento. Come associazione capofila della coalizione “Dalla parte dei crostacei“, Animal Law Italia accoglie con favore questa iniziativa e annuncia che si costituirà parte civile nell’eventuale procedimento penale che verrà incardinato a carico di chiunque abbia collaborato alla realizzazione e diffusione del video.
La scienza è chiara
La sofferenza dei crostacei è purtroppo ancora poco considerata, nonostante il mondo scientifico abbia da tempo qualificato i crostacei decapodi come esseri senzienti, capaci di percepire dolore e sofferenza tanto a causa delle condizioni di detenzione quanto dei maltrattamenti subiti lungo l’intero percorso che li porta a finire nei piatti di chi li consuma. Lo conferma il report La questione della senzienza nei crostacei decapodi, commissionato da ALI nell’ambito della campagna “Dalla parte dei crostacei” e realizzato nel maggio 2024 dal gruppo di ricerca della Prof.ssa Passantino del Dipartimento di Medicina Veterinaria dell’Università di Messina, che conclude: «sulla base delle numerose evidenze scientifiche riportate, i crostacei decapodi sono ritenuti esseri senzienti e, in quanto tali, necessitano di adeguata protezione».
Stop alla violenza gratuita sui social!
Filmati come questo non sono purtroppo casi isolati sulla rete. Da tempo monitoriamo il fenomeno e stiamo lavorando a un progetto per contrastare le violenze sugli animali compiute al solo scopo di ottenere visibilità online, che lanceremo a breve.
I maltrattamenti sugli animali non devono più essere tollerati all’interno della società e non possono trovare spazio nemmeno sui social. Meno che mai, possono essere strumenti per aumentare i “like”.
