Il Parco GruBrìa (ex Grugnotorto Villoresi) dovrebbe essere un polmone verde, uno spazio di biodiversità sottratto all’urbanizzazione selvaggia del Nord Milano. Invece, oggi è il centro di una controversia che vede cittadini, comitati e associazioni schierati contro la realizzazione di un nuovo allevamento ovino.
Il contesto: cemento nel cuore del parco
Il progetto prevede la costruzione di una struttura di circa 1.500 metri quadrati su un terreno agricolo precedentemente libero tra Paderno e Cinisello Balsamo. Nonostante il Comune di Paderno Dugnano abbia rilasciato il permesso di costruire, il comitato “No Allevamento Paderno” denuncia da mesi gravi criticità, soprattuto sul piano ambientale.
In particolare, l’area è classificata come parte della Rete Ecologica Regionale (RER): la costruzione interrompe corridoi ecologici vitali per la fauna selvatica locale. Inoltre, il rischio di infiltrazioni e l’odore derivante dallo stoccaggio dei reflui preoccupa i residenti delle aree limitrofe di Paderno e Cinisello Balsamo.
A queste preoccupazioni si aggiunge quella per il consumo di suolo: in un territorio già soffocato dal cemento, la perdita di ulteriore terreno permeabile è un danno incalcolabile per la comunità.
Il tema etico
L’opposizione al progetto non si limita alle motivazioni di tipo ambientale. In una lettera aperta inviata al primo cittadino di Paderno Dugnano, i cittadini evidenziano la propria contrarietà sul piano etico alla nascita di una nuova struttura destinata ad accogliere animali da avviare alla macellazione, in un territorio, quello della Pianura Padana, dove già oggi vi sono più animali allevati che abitanti umani.
A questo proposito, ricordiamo che gli agnelli vengono uccisi tra i 20 e i 40 giorni di vita: una pratica che desta sempre più sconcerto nella popolazione, tanto che il numero di agnelli macellati in occasione delle festività in nome della tradizione è in calo costante negli anni, anche grazie all’importante attività di sensibilizzazione svolta dalle associazioni animaliste.
Calo Storico della Macellazione di Agnelli in Italia
Fonti: Elaborazione ALI su dati ISTAT e report “Essere Animali” (2024). I dati includono sia la produzione nazionale che gli animali importati e macellati in Italia.
Il nostro intervento
Negli scorsi mesi, abbiamo deciso di supportare i cittadini residenti nella zona, avanzando una richiesta di accesso ai Comuni interessati.
Questa fase è propedeutica alla verifica della possibilità di avviare eventuali azioni legali per impedire che questa nuova struttura possa essere completata e iniziare a operare.
