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Circo senza animali: quali sono le soluzioni adottate negli altri Paesi?

Se in Italia l’attuazione delle leggi che prevedono la transizione verso circhi senza animali continua a slittare, ci sono altri Paesi in cui si è già provveduto a divieti totali o parziali.
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Vera Zigiotto

Laureata presso l'Università degli Studi di Padova con una tesi in diritto dell'Unione Europea relativa al benessere animale e alla macellazione rituale a livello comunitario. Attualmente lavora come praticante avvocato presso uno studio legale di Vicenza. Nel tempo libero collabora con associazioni animaliste che si occupano di promuovere l'avanzamento della tutela legale degli animali.

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La discussione sui problemi legati allo sfruttamento degli animali all’interno dei circhi si inserisce in un quadro più ampio di aumento di interesse della collettività per le tematiche relative alla tutela del benessere degli animali. Nell’Unione Europea i legislatori di 24 Stati membri hanno colpito in modo più o meno limitante tale forma di sfruttamento, che riguarda tanto gli animali selvatici quanto quelli domestici, i quali vengono allevati e fatti riprodurre per essere utilizzati come forma di intrattenimento negli spettacoli circensi.

I circhi con animali possono essere un pericolo per la pubblica sicurezza

È necessario innanzitutto evidenziare che tali pratiche rappresentano un pericolo non solo per il benessere degli animali coinvolti, ma anche per la salute e l’incolumità del pubblico: gli animali selvatici possono, infatti, diventare particolarmente pericolosi nel momento in cui dovessero scappare, data la vicinanza dei circhi alle città, o ancora nel caso in cui vengano persi durante i vari spostamenti compiuti dai circhi itineranti.

Dal 1995 al 2019, per quanto riguarda i circhi europei, si sono registrati 478 incidenti provocati da 889 animali selvatici; il numero più alto di incidenti è stato registrato in Germania (202 casi), seguita da Francia (85) e Italia (44) 1E4A-Circus_Report-09-08-2021.pdf (eurogroupforanimals.org), pag. 11. Non sorprende che gli Stati in cui è stato registrato il maggior numero di incidenti sono gli stessi che non hanno adottato (o l’hanno fatto solo recentemente) misure adeguate per evitare lo sfruttamento degli animali da parte dei circhi.
Il problema legato alla pubblica sicurezza si riconnette altresì alla durata dei viaggi a cui sono costretti gli animali nei circhi, che spesso devono attraversare interi stati al fine di svolgere gli spettacoli in città diverse, a discapito del loro benessere.

In tutto il mondo si sono registrati casi di morti e feriti da animali da circo, non solo tra i lavoratori ma anche nel pubblico presente agli spettacoli, compresi i bambini2 si veda sul punto: E4A-Circus_Report-09-08-2021.pdf (eurogroupforanimals.org), pag. 7: «while most bans and restrictions have been adopted on animal welfare grounds, the use of wild animals in circuses also represents a public safety and security risk. Wild animals are unpredictable and can become aggressive and very dangerous to people. The temporary nature of traveling circuses and the close proximity of these animals to the public means that this type of public entertainment can never be entirely safe. (…) It frequently happened that tigers, lions and elephants escaped the circus facilities»..

Circo senza animali, e poi? Soluzioni per la ricollocazione

Naturalmente nel momento in cui sempre più Paesi si interessano del benessere animale e pongono progressivamente divieti all’utilizzo di animali selvatici nei circhi, si manifesta il problema di individuare i luoghi nei quali collocare tali animali, che necessitano di cure particolari e di personale adeguatamente preparato alla loro gestione, sempre nell’ottica di tutelarli e, nel contempo, preservare l’incolumità della collettività, evitando danni e incidenti. Per ovviare a tale criticità, in Europa stanno nascendo santuari che si occupano di accogliere tutti quegli animali un tempo sfruttati nei circhi, ovviando all’annosa questione che riguarda la ricollocazione di specie non certo affidabili a qualsiasi centro di recupero, date le loro peculiari caratteristiche e necessità3World Animal Protection e Elephant Haven hanno creato il primo Santuario Europeo destinato agli elefanti provenienti dai circhi. Il santuario è situato nella regione francese del Limousin e la sua apertura è avvenuta per i primi mesi del 2019. Il progetto è nato per dare una risposta ai tanti Paesi europei che, negli ultimi anni, hanno deciso di vietare gli spettacoli circensi con gli animali. Ancora, il rifugio per grandi felini Landgoed Hoenderdaell, che si trova ad Anna Paulowna, nei Paesi Bassi, si è offerto di ospitare gli elefanti ritirati dai circhi olandesi che sono rimasti senza una sistemazione in seguito al divieto di sfruttare gli animali selvatici negli spettacoli circensi entrato in vigore nel 2015.. Sul punto va detto che sono stati individuati, da Eurogroup for Animals, una serie di strutture che aderiscono a determinati criteri, al fine di tutelare in maniera adeguata gli animali selvatici e non, “dismessi” dai circhi4 E4A-Circus_Report-09-08-2021.pdf (eurogroupforanimals.org), pag. 31.
Alla luce di quanto fin qui osservato, si evidenzia come un intervento unitario e coerente da parte dell’Unione potrebbe essere il più idoneo a risolvere le problematiche legate al benessere degli animali coinvolti nei circhi, dato il carattere trans-frontaliero di tale realtà e, soprattutto, il forte rischio legato all’incolumità e alla salute dei cittadini europei. Nel 2015 la FVE, Federation of Veterinarians of Europe, ha enunciato che lo sfruttamento degli animali nei circhi rappresenta «una visione tradizionale, ma datata, di essi»5 FVE/am/07/43 (fnovi.it): in questo documento chiamato “posizione sull’utilizzo degli animali nei circhi”, adottato il 6 giugno 2015, la FVE raccomanda formalmente che tutte le autorità competenti europee e nazionali provvedano a proibire l’impiego di animali selvatici nei circhi europei..

La legislazione sul circo nei Paesi europei…

Quasi tutti i Paesi europei hanno introdotto divieti o quantomeno limitazioni all’utilizzo di animali selvatici nei circhi. Austria, Belgio, Paesi Bassi, Danimarca, Grecia, Bulgaria, Bosnia-Erzegovina, Cipro, Estonia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Slovacchia, Slovenia, Romania, Macedonia del Nord e Norvegia, hanno adottato un divieto generale di sfruttamento di tali animali per gli spettacoli circensi. Altri Paesi, tra i quali si citano Finlandia, Portogallo e Francia, hanno implementato un divieto solo parziale, vietando di utilizzare negli spettacoli circensi soltanto alcune specie tutelate di animali selvatici6Circo con animali nel mondo – OIPA Italia.

… e nel Regno Unito

Per quanto concerne il Regno Unito, la disciplina relativa al benessere animale rientra tra i devolved matters, ossia quelle materie nelle quali il Parlamento anglosassone delega il potere legislativo ai Parlamenti nazionali di Scozia, Inghilterra, Galles e Irlanda del Nord: questo comporta che ci siano delle differenze tra le normative adottate nei diversi Paesi del Regno Unito, per ciò che riguarda l’uso di animali selvatici all’interno dei circhi7Si veda:  Maltrattamento degli animali: divieti di circo sugli animali selvatici nel Regno Unito (bornfree.org.uk). Si segnala su questo punto che Inghilterra, Scozia e Galles, hanno adottato legislazioni interne che vietano l’uso di animali selvatici per gli spettacoli dei circhi itineranti8Maltrattamento degli animali: divieti di circo sugli animali selvatici nel Regno Unito (bornfree.org.uk).
In Inghilterra e nel Galles tale divieto è entrato in vigore nel 2020, mentre la Scozia è stato il primo paese anglosassone a imporre tale disciplina, in quanto l’interdizione dei circhi itineranti è scattata già nel 2018. L’Irlanda del Nord non si è, invece, ancora pronunciata in questo settore adottando una normativa specifica, anche se va evidenziato che attualmente il Paese non ospita circhi nel proprio territorio.

Legislazione sui circhi nel mondo

Spostando l’attenzione sul continente americano, tra gli Stati che vietano lo sfruttamento degli animali nei circhi sono da annoverare Guatemala, Messico, Perù, Costa Rica e Bolivia. Negli Stati Uniti, divieti generali riguardano solo alcune città tra cui ricordiamo New York, Cincinnati, Pittsburgh, Miami e Santa Fe9Worldwide Circus Bans – FOUR PAWS in US – Global Animal Protection Organization (fourpawsusa.org).
Allontanandoci dalle Americhe, vediamo che in paesi come Israele e Singapore è stato implementato un divieto totale di sfruttamento di animali esotici in ambito circense, mentre altri stati come India e Libano hanno optato per un divieto di sfruttamento soltanto riferito ad alcune specie di animali. Taiwan, invece, ha optato per il divieto di importazione ed esportazione di animali selvatici protetti, i quali non possono essere impiegati nei circhi. In Australia sono stati introdotti soltanto divieti locali di utilizzo di animali nei circhi in circa 40 città10Circo con animali nel mondo – OIPA Italia.
Si evidenzia, inoltre, che alcuni paesi hanno implementato un divieto di utilizzo nei circhi dei soli animali esotici (elefanti, leoni, tigri, ecc): in particolare si segnala il caso dell’Ecuador, il cui legislatore ha imposto delle restrizioni nell’utilizzo di tale tipologia di animali e altresì un divieto di importare nel Paese animali selvatici nativi ed esotici tramite i circhi.

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