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Rivista

Nepal: verso il Superamento dei safari sul dorso degli elefanti

Mario De Masi

4 min di lettura


Sauraha, una delle principali destinazioni turistiche di Chitwan, una regione del Nepal, è da tempo sinonimo di safari sui dorsi degli elefanti. Tuttavia la situazione sta per cambiare. Lo scorso 17 dicembre 2025, con una sentenza di ben 62 pagine, la Corte Suprema del Nepal ha imposto di rivedere questa pratica e di ricorrere ad alternative più etiche.

Le ragioni che soggiacciono a questa decisione sono varie.

Motivazioni giuridico-scientifiche

Il cuore dell’argomentazione della Corte Suprema si fonda su risultanze medico-scientifiche e sul riconoscimento formale della senzienza animale.

“La struttura anatomica della colonna vertebrale, delle zampe e del corpo di un elefante non si è evoluta per trasportare passeggeri umani“, ha osservato la Corte nella sentenza che ha poi continuato, argomentando che: “Sottoporre questi animali a carichi pesanti e a continui percorsi circolari causa grave stress fisico, dermatiti ai piedi e disturbi articolari. Utilizzare un elefante semplicemente come strumento di intrattenimento umano contraddice il nostro dovere legale di rispettare il suo valore intrinseco e il suo benessere in quanto essere biologico vivente“.

I giudici hanno anche riflettuto sugli alti livelli di stress che i pachidermi provano quando vengono sfruttati durante i safari commerciali.

Superamento graduale dei Safari

La decisione non si limita a un divieto astratto, ma delinea un vero e proprio programma di politica giudiziaria e amministrativa che il Governo nepalese è tenuto ad attuare:

  1. Un superamento graduale dei Safari attraverso l’abbandono progressivo del modello basato sul trasporto turistico a dorso d’elefante, convertendo l’offerta in attività di osservazione a distanza, come i percorsi naturalistici a piedi (bush walks);
  2. Bando delle catene e gestione etica. I giudici hanno ordinato la rimozione dei sistemi di contenzione a catena, l’introduzione di spazi aperti naturali e l’ideazione di diete corrette e di protocolli di assistenza veterinaria adeguata;
  3. Progettare centri di riabilitazione statali dedicate al ritiro e alla cura degli esemplari anziani o disabili.

Da questi passaggi emerge chiaramente che queste attività non possano comportare alcun benessere per gli elefanti e la Corte, quindi, ha ordinato di trovare soluzioni alternative più etiche che tengano conto del benessere animale.

La Corte, nello specifico, invita il Governo e gli enti locali competenti ad ispirarsi ad attività già presenti come le passeggiate nella savana con gli elefanti e di monitorare in maniera più assidua sulle condizioni degli elefanti, al fine di prevenire e denunciare torture, violenza, altri trattamenti disumani ed il commercio illegale di elefanti. Contestualmente ha anche ordinato la creazione di santuari per elefanti dove le persone possono osservarli, ma a distanza di sicurezza e senza alcuna forma di sfruttamento come, ad esempio, cavalcarli.

A questo divieto, non sono mancante discussioni e osservazioni. Ad esempio Dipendra Khatiwada, presidente della United Elephant Management Cooperative Limited, ha affermato che “sono pronti a passare ad un modello di santuario come previsto dalla Corte, ma non può avvenire dall’oggi al domani”.

Ha poi proseguito proponendo di “consentire agli elefanti sani e in età lavorativa di continuare con i safari per qualche altro anno, creando al contempo santuari dedicati agli elefanti anziani, malati o disabili e integrandoli nelle attività turistiche”.

In questo scenario, nei prossimi mesi, si dovrà cercare di trovare una soluzione, cercando di bilanciare le esigenze delle varie parti in gioco e assicurando un graduale, ma necessario, superamento di queste forme di turismo affinché gli elefanti non vengano più cavalcati e sfruttati in attività che, ed ormai conclamato, sono incompatibili con il loro benessere psico – fisico, i loro diritti e la loro libertà.

La decisione della Corte Suprema del Nepal può concretamente rappresentare un pilastro evolutivo nel proprio ordinamento, ma anche per gli ordinamenti degli altri Stati. Gli elefanti hanno vari diritti, tra cui sicuramente il diritto a non “trasportare persone sul proprio dorso”.

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