ESSERI SENZIENTI, NON OGGETTI

Chiediamo al Governo di vietare l'utilizzo di animali nei circhi

Gli animali nei circhi sono spesso sottoposti a condizioni di vita degradanti e ad addestramenti crudeli per intrattenere il pubblico. Le gabbie strette, le lunghe ore di viaggio e le performance forzate causano loro stress e sofferenza. L’utilizzo di specie selvatiche nei circhi non è solo eticamente riprovevole, ma anche condannato dalla Comunità scientifica.

Il Governo italiano è chiamato dal lontano 2017 ad intervenire per disciplinare il graduale superamento di questa realtà anacronistica ma fino a oggi ha scelto di non occuparsene.

Il 18 agosto 2024 scadrà l’ennesima proroga. Chiediamo al Governo di non far passare anche questa scadenza e di intervenire con urgenza per il raggiungimento di questo obiettivo urgente e necessario.

Questa richiesta è parte della campagna con la quale chiediamo di rendere concreta la tutela degli animali inserita nell’art. 9 della Costituzione. Cambiare le leggi affinché tengano il passo con i cambiamenti culturali e sociali, anche per quanto riguarda il rispetto che dobbiamo agli animali, è oggi un vero e proprio dovere del Parlamento.

  1. INTEGRARE IL CODICE CIVILE
    Gli animali devono essere riconosciuti e trattati come “esseri senzienti” e non più come oggetti.
  2. MODIFICARE IL CODICE PENALE
    Gli animali meritano giustizia: è necessario elevare le pene, riducendo le vie di fuga per chi uccide e maltratta.
  3. SUPERARE L’USO DEGLI ANIMALI NEI CIRCHI
    L’Italia recepisca al più presto le posizioni della scienza, seguendo gli esempi virtuosi dal resto del mondo.
  4. RICONOSCERE I RIFUGI PER ANIMALI SALVATI
    I rifugi rappresentano l’opposto degli allevamenti e necessitano di una disciplina normativa specifica.
  5. UN GARANTE NAZIONALE PER I DIRITTI ANIMALI
    Una figura necessaria per un’efficace coordinamento e attuazione delle norme su tutto il territorio nazionale.

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Al Presidente del Consiglio dei Ministri
Al Presidente del Senato
Al Presidente della Camera dei deputati

La scienza, la bioetica, la normativa europea e quella di diversi ordinamenti nazionali riconoscono da anni la speciale natura degli animali non umani come esseri senzienti. L’articolo 9 della nostra Costituzione delega al legislatore di individuare i modi e le forme di tutela degli animali. È urgente attuare questa disposizione, ripensando la normativa ad oggi non più adeguata, riconoscendo pienamente che gli animali sono esseri senzienti, non oggetti.

Chiediamo il completamento della riforma del codice civile, adeguando le norme in tema di risarcimento del danno patrimoniale e non patrimoniale, disciplinando l’affido dell’animale in caso di separazione e introducendo una specifica disciplina nell’ambito delle successioni.

Chiediamo un’efficace revisione del codice penale, che riconosca gli animali come vittime, inasprendo le sanzioni e assicurandone l’effettiva applicazione, limitando la possibilità che gli autori dei maltrattamenti restino impuniti

Chiediamo l’istituzione di un garante nazionale dei diritti degli animali, in grado di favorire il coordinamento dell’azione di governo e di vigilare sull’applicazione della normativa nazionale ed europea a tutela degli animali.

Chiediamo che il Governo dia attuazione alla delega ricevuta dal Parlamento per garantire il graduale superamento dell’utilizzo nei circhi entro agosto 2023.

Chiediamo, infine, il riconoscimento dei rifugi per animali salvati, ad oggi erroneamente equiparati dalla legge agli allevamenti di animali utilizzati a scopo di produzione alimentare.

PERCHÉ INTERVENIRE

Ridurre la sofferenza animale

L’uso degli animali nei circhi è incompatibile con il rispetto delle esigenze etologiche degli animali, che vengono costretti a vivere in cattività e a subire comportamenti innaturali.

Aumentare la sicurezza pubblica

L'Unione europea ha registrato 478 incidenti causati da animali nei circhi dal 1995 al 2019, con il maggior numero di casi in Germania, Francia e Italia.

Assecondare l'evoluzione della società

Mentre in Italia la transizione continua a slittare, oltre 50 Paesi nel mondo hanno già adottato divieti totali o parziali sull'uso di animali nei circhi, ritenuto anacronistico.

Impiegare meglio i fondi pubblici

Ogni anno vengono erogati milioni di euro per sostenere il circo con animali, attraverso il Fondo Unico per lo Spettacolo (8 milioni di euro sono stati destinati al settore circense nel 2024).

COSA CHIEDIAMO

1) Divieto di riprodurre e acquistare animali

Chiediamo che venga introdotto un divieto immediato di riprodurre e acquistare nuovi animali all’interno dei circhi.

Un risultato già possibile alla luce della disciplina introdotta con il decreto legislativo n. 135 del 2022, che ha previsto l’emanazione entro il 27 marzo 2023 (termine non rispettato) di un decreto ministeriale contenente la cosiddetta “lista negativa” che amplierà il numero di specie già vietate, dai primati ai grandi felini come tigri e leoni, ad altri grandi mammiferi come elefanti, e poi insetti, rettili e anfibi velenosi, urticanti, tossici, «tutte specie che costituiscano pericolo per la salute e per l’incolumità pubblica o per la biodiversità nonché gli ibridi tra esemplari delle predette specie e di altre specie selvatiche o forme domestiche e le loro successive generazioni».  

Queste norme prevedono inoltre che chi detiene uno degli animali delle specie vietate, non potrà farlo riprodurre ma potrà tenerlo fino alla fine della sua vita naturale. I possessori dovranno denunciarne la presenza in Prefettura entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore del decreto del ministro dell’Ambiente che conterrà la cosiddetta “lista negativa”.

Appena il Governo emanerà la lista negativa, circhi e le mostre faunistiche viaggianti potranno soltanto continuare a utilizzare esclusivamente gli animali che già possiedono. Queste norme si applicheranno anche agli incroci (spesso infecondi) tra specie diverse.

Chiediamo che i fondi del Fondo Unico per lo Spettacolo siano ripartiti prioritariamente ai circhi senza animali e soltanto per l’eccedenza a quelli che ancora detengono animali.

Qualora attuata, questa misura agevolerebbe la transizione verso un circo senza animali, senza ulteriori aggravi sulle finanze pubbliche.

Crediamo che la tradizione del circo italiano possa essere pienamente valorizzata se agli animali si sostituiscono gli atleti umani, come già avviene in altre parti del mondo. Per questo, chiediamo che venga vietato del tutto l’utilizzo di animali di ogni specie, incluse quelle domestiche. Questo progresso è ormai atteso da tanti anni e dovrà avvenire nel più breve tempo possibile.

APPROFONDIMENTO

Nel 2015 la Federazione Veterinari Europei — l’organizzazione che comprende le associazioni veterinarie di 38 Paesi europei — aveva espresso la propria posizione contro il circo con animali, raccomandando a tutte le autorità europee e nazionali competenti di vietare l’utilizzo di mammiferi selvatici nei circhi itineranti in tutta Europa e confermando che  non esiste la possibilità che le loro esigenze etologiche possano essere adeguatamente soddisfatte in tali condizioni.

Nel 2017 anche la FNOVI-Federazione Nazionale Ordini Veterinari Italiani ha dichiarato di essere contraria all’uso degli animali nei circhi, in linea la revisione del Codice deontologico del 2006 e con il documento A review of the welfare of the wild animals in circuses, redatto da Stephen Harris, Graziella Iossa e Carl D. Soulsbury della School of Biological Sciences dell’Università di Bristol.

Nello Statement on ethological needs and welfare of wild animals in circuses (Dichiarazione sui bisogni etologici e sul benessere degli animali selvatici nei circhi), allegato al report Wild animals in EU circuses. Problem, risks and solutions, sono riportate le principali motivazioni per cui il circo non può garantire il benessere degli animali selvatici che adopera negli spettacoli. La dichiarazione è firmata da esperti in ecologia, biologia, veterinaria, zoologia, genetica, conservazione della natura e medicina. 

Il dottor Enrico Moriconi, veterinario e consulente di etologia e benessere animale, ex garante Diritti Animali del Piemonte, ha così sintetizzato le problematiche legate ai circhi con animali: «Le manifestazioni circensi sono momenti di grande sofferenza per gli animali, perché devono fare esercizi e addestramenti che sono basati su punizioni. Gli animali soffrono anche durante il trasporto e quando sono fermi nei cosiddetti zoo dei circhi: in tutti questi momenti, gli animali non possono rispondere ai loro bisogni etologici naturali. Quindi il circo, nei tre momenti che lo caratterizzano — lo spettacolo, il trasporto e il momento stanziale — provoca agli animali sempre sofferenza».

Secondo un’indagine condotta da DOXA BVA a settembre 2023, su incarico della LAV, il 76% degli italiani si è espresso contrariamente all’utilizzo di animali nei circhi, mentre il 79% si è detto favorevole a destinare i  fondi pubblici destinati alle attività circensi con animali esclusivamente ai circhi che pongono fine a questo sfruttamento. Inoltre, l’80% degli intervistati ha manifestato la disponibilità a frequentare circhi che non impiegano animali durante i loro spettacoli.

Questo posizionamento è una chiara dimostrazione del mutamento del valore attribuito alla tutela e al rispetto delle esigenze etologiche degli animali avvenuto nella nostra società. L’opinione pubblica considera il benessere animale una priorità, come evidenziato dall’Eurobarometro del 2023 (Commissione Europea, Attitudes of Europeans towards animal welfare, ottobre 2023) e dalle numerose Iniziative dei Cittadini Europei promosse recentemente per chiedere, tra l’altro, il superamento dell’uso delle gabbie negli allevamenti, e la fine di produzione e commercializzazione di pellicce in Europa.

I circhi senza animali sono già una realtà rilevante in Italia e in Europa: si tratta di spettacoli che offrono allo spettatore un alto livello di preparazione tecnica, ai quali sono dedicati numerosi festival e che hanno contribuito all’evoluzione del concetto tradizionale di circo. Il cambiamento dunque è già avvenuto ed è il momento che l’Italia si adegui alla nuova sensibilità sociale che chiede la fine dell’uso degli animali nei circhi.

La disciplina relativa ai circhi equestri e agli spettacoli viaggianti è regolata dalla Legge 18 marzo 1968, n. 337, non più in linea con l’attuale sensibilità collettiva e la necessità del superamento dell’uso degli animali nei circhi.

Il graduale superamento dell’uso degli animali nei circhi è stato disposto con la legge delega 22 novembre 2017, n. 175. L’art. 2, comma 4, lett. h) recitava così: «Revisione delle disposizioni nei settori delle attività circensi e degli spettacoli viaggianti, specificamente finalizzata al graduale superamento dell’utilizzo degli animali nello svolgimento delle stesse». Tuttavia, i decreti attuativi non sono mai stati adottati e la delega è scaduta nel dicembre 2018.

Nel luglio 2022 è stata approvata una nuova Legge delega, che ha mantenuto l’obiettivo di porre fine all’utilizzo degli animali nei circhi e negli spettacoli viaggianti. Tuttavia, con l’approvazione della conversione in legge del Decreto legge Milleproroghe nel febbraio 2023, il Senato ha prorogato di 15 mesi il termine per l’emanazione del decreto legislativo, spostando al 18 agosto 2024 il termine per l’attuazione della disciplina sul graduale superamento dell’utilizzo di animali nei circhi.

INFORMAZIONI SU QUESTA CAMPAGNA

La richiesta descritta in questa pagina è solo una delle cinque che costituiscono la campagna “Esseri senzienti, non oggetti”. L’intero progetto mira ad aggiornare le leggi italiane riguardanti la tutela degli animali, rendendo concreta la riforma dell’articolo 9 della Costituzione nella parte in cui prevede che «La legge dello Stato disciplina i modi e le forme di tutela degli animali».

Innovare l’ordinamento giuridico affinché tenga il passo con i cambiamenti culturali e sociali, anche per quanto riguarda il rispetto che dobbiamo agli animali, non è solo una possibilità: è un vero e proprio dovere del Parlamento.

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