ESSERI SENZIENTI, NON OGGETTI

Aiutaci a far progredire la tutela legale degli animali

Chiediamo di aggiornare le leggi italiane riguardanti la tutela degli animali, rendendo concreta la riforma dell’articolo 9 della Costituzione, nella parte in cui prevede che «La legge dello Stato disciplina i modi e le forme di tutela degli animali». Innovare l’ordinamento giuridico affinché tenga il passo con i cambiamenti culturali e sociali, anche per quanto riguarda il rispetto che dobbiamo agli animali, è oggi un vero e proprio dovere del Parlamento.

LE CINQUE RICHIESTE URGENTI

  1. INTEGRARE IL CODICE CIVILE
    Gli animali devono essere riconosciuti e trattati come “esseri senzienti” e non più come oggetti.
  2. MODIFICARE IL CODICE PENALE
    Gli animali meritano giustizia: è necessario elevare le pene, riducendo le vie di fuga per chi uccide e maltratta.
  3. SUPERARE L’USO DEGLI ANIMALI NEI CIRCHI
    L’Italia recepisca al più presto le posizioni della scienza, seguendo gli esempi virtuosi dal resto del mondo.
  4. RICONOSCERE I RIFUGI PER ANIMALI SALVATI
    I rifugi rappresentano l’opposto degli allevamenti e necessitano di una disciplina normativa specifica.
  5. UN GARANTE NAZIONALE PER I DIRITTI ANIMALI
    Una figura necessaria per un’efficace coordinamento e attuazione delle norme su tutto il territorio nazionale.

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Al Presidente del Consiglio dei Ministri
Al Presidente del Senato
Al Presidente della Camera dei deputati

La scienza, la bioetica, la normativa europea e quella di diversi ordinamenti nazionali riconoscono da anni la speciale natura degli animali non umani come esseri senzienti. L’articolo 9 della nostra Costituzione delega al legislatore di individuare i modi e le forme di tutela degli animali. È urgente attuare questa disposizione, ripensando la normativa ad oggi non più adeguata, riconoscendo pienamente che gli animali sono esseri senzienti, non oggetti.

Chiediamo il completamento della riforma del codice civile, adeguando le norme in tema di risarcimento del danno patrimoniale e non patrimoniale, disciplinando l’affido dell’animale in caso di separazione e introducendo una specifica disciplina nell’ambito delle successioni.

Chiediamo un’efficace revisione del codice penale, che riconosca gli animali come vittime, inasprendo le sanzioni e assicurandone l’effettiva applicazione, limitando la possibilità che gli autori dei maltrattamenti restino impuniti

Chiediamo l’istituzione di un garante nazionale dei diritti degli animali, in grado di favorire il coordinamento dell’azione di governo e di vigilare sull’applicazione della normativa nazionale ed europea a tutela degli animali.

Chiediamo che il Governo dia attuazione alla delega ricevuta dal Parlamento per garantire il graduale superamento dell’utilizzo nei circhi entro agosto 2023.

Chiediamo, infine, il riconoscimento dei rifugi per animali salvati, ad oggi erroneamente equiparati dalla legge agli allevamenti di animali utilizzati a scopo di produzione alimentare.

LA LEGGE NON È AL PASSO CON I TEMPI

Siamo nel XXI secolo. La nostra comprensione degli animali e le relazioni che abbiamo intrecciato con loro ci hanno traghettato verso una nuova consapevolezza del loro sentire. Sono esseri viventi, individui, che ancora oggi permettiamo siano sfruttati nei circhi e maltrattati negli allevamenti. Sono a tutti gli effetti membri delle nostre famiglie, ai quali vogliamo bene e con i quali condividiamo la nostra vita. Eppure dalla legge gli animali sono ancora assimilati in tutto e per tutto agli oggetti inanimati.

Da marzo del 2022, la Costituzione è stata modificata per introdurre tra i principi fondamentali la tutela degli animali, la cui attuazione viene demandata alla legge. Innovare l’ordinamento giuridico affinché tenga il passo con i cambiamenti culturali e sociali, anche per quanto riguarda il rispetto che dobbiamo agli animali, non è solo una possibilità: è un vero e proprio dovere del Parlamento.

Gli animali sono già riconosciuti come “esseri senzienti” dall’articolo 13 del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea.  Diversi Paesi hanno modificato il loro codice civile, stabilendo che gli animali non sono oggetti o indicando che sono esseri senzienti: sono Francia, Spagna, Portogallo, Belgio, Repubblica Ceca e Paesi Bassi. Germania, Austria e Svizzera hanno rivisto sia la propria Costituzione che il Codice civile.

L’Italia ha modificato la Costituzione ma non ha ancora un esplicito riconoscimento degli animali all’interno del codice civile.

COSA CHIEDIAMO
CON URGENZA

PRIMA RICHIESTA

Integrare il codice civile

È necessario che il Codice civile riconosca gli animali come esseri senzienti e parte della nostra famiglia, introducendo una specifica disciplina per una serie di situazioni concrete che attualmente sono prive di tutela, nelle quali i cittadini si imbattono quotidianamente.

Visita la pagina dedicata per leggere in dettaglio le nostre richieste, approfondire lo sviluppo nel tempo della normativa civilistica che tutela gli animali in diversi paesi europei e scoprire le strade percorribili anche dall’Italia.

SECONDA RICHIESTA

Modificare il codice PENALE

In quanto esseri senzienti, gli animali hanno il diritto di essere trattati con rispetto e umanità, e di essere protetti dalla sofferenza e dalla crudeltà. Le norme che prevedono i reati contro gli animali, inserite nel Codice penale nel 2004, si sono dimostrate inadeguate ad assicurare piena giustizia per le vittime non umane.

Questi reati producono notevole allarme sociale e meritano quindi un maggiore riconoscimento, anche in quanto precursori di reati più gravi, come riconosciuto dalla criminologia.

Per rendere il codice penale adatto ai tempi è fondamentale intervenire sulle norme attuali con una serie di importanti correzioni:
  • riconoscere l’importanza dei reati contro gli animali e di conseguenza inasprire le pene, come già accaduto in altri paesi con un elevato grado di avanzamento nella tutela degli animali;
  • prevedere una specifica formazione e un maggiore coordinamento all’interno delle forze dell’ordine;
  • limitare le “vie di fuga” per gli autori di maltrattamenti e altri reati, assicurando che quanto commesso non resti impunito;
  • migliorare il sistema dei sequestri e delle confische, prevedendo fondi per le associazioni che si occupano dell’accudimento degli animali sottratti a chi li maltratta;
  • prevedere un divieto di detenere animali a qualsiasi titolo e anche tramite prestanome per chi viene condannato in via definitiva per maltrattamento;
  • riconoscere gli animali come soggetti tutelati e vittime del reato superando la visione antropocentrica, oramai arretrata, che vede tutelato il “sentimento verso gli animali”.

TERZA RICHIESTA

Superare l'uso degli animali NEI circhi

L’utilizzo di animali negli spettacoli dal vivo è una pratica censurabile sul piano etico, etologico e pedagogico, in quanto produce conseguenze negative per gli animali coinvolti, oltre ad essere considerata diseducativa per i bambini che vi assistono.

Nel 2015 la Federazione dei Veterinari Europei ha espresso una posizione netta contro l’utilizzo di animali selvatici nei circhi, seguita nel 2017 dalla FNOVI (Federazione Nazionale Ordini Veterinari Italiani). Centinaia di psicologi hanno firmato un documento attraverso il quale esprimono preoccupazione rispetto alle conseguenze sul piano  pedagogico, formativo, psicologico della frequentazione dei  bambini di circhi, manifestazioni e spettacoli in cui vengono impropriamente tenuti e impiegati animali.

Per ben due volte (nel novembre 2017 e nel luglio 2022) il Parlamento ha delegato il Governo ad attuare il “graduale superamento” dell’utilizzo di animali nei circhi. Dopo l’ennesima proroga, il Governo ha tempo fino ad agosto 2024 per emanare un decreto legislativo che renda concreta questa promessa, stabilendo un termine per i circhi affinché si adeguino, proponendo spettacoli che mettano in mostra le abilità degli artisti umani, senza più ricorrere agli animali. Vogliamo assicurarci che non vi siano ulteriori ritardi nel raggiungimento di questo progresso di civiltà.

QUARTA RICHIESTA

Riconoscere i rifugi per animali salvati

Maiale nero

I rifugi per animali non destinati all’alimentazione umana hanno ricevuto un primo parziale giuridico attraverso il Decreto del Ministero della Salute del 7 marzo 2023 ma questo primo risultato non è sufficiente: finché non sarà in vigore una normativa specifica, che disciplini questi luoghi in modo completo, i loro ospiti non saranno al sicuro.

È urgente ottenere delle deroghe in caso di epidemie, evitando l’abbattimento degli animali, come purtroppo accaduto nel settembre 2023 in provincia di Pavia.

QUINTA RICHIESTA

Un Garante nazionale per i diritti animali

Le competenze sugli animali sono divise fra diversi Ministeri, regioni ed enti locali.

Una figura unitaria di riferimento potrebbe favorire il necessario coordinamento dell’azione di governo e vigilare sull’applicazione completa e uniforme dei principi stabiliti dalla normativa nazionale ed europea su tutto il territorio nazionale.

COSA AFFERMA LA SCIENZA

Sono passati 10 anni dal 7 luglio 2012, data in cui fu siglata la Dichiarazione di Cambridge sulla coscienza: un gruppo di autorevoli neuroscienziati affermarono che gli esseri umani non sono i soli ad avere basi neurologiche che generano coscienza. Tra gli animali non umani vi sono anche mammiferi, uccelli e altre creature, quali i polpi.

Non possiamo ignorare le prove scientifiche raccolte sino a oggi, testimonianza del fatto che gli animali hanno la capacità di sentire piacere, dolore o di esibire comportamenti intenzionali.

IL PUNTO DI VISTA DELLA BIOETICA

La Dichiarazione di Montréal, diffusa a ottobre di quest’anno e firmata da più di 450 esperti internazionali di filosofia e bioetica, proclama l’ingiustizia fondamentale dello sfruttamento degli animali.

I ricercatori nel campo della filosofia morale e politica hanno apertamente condannato le pratiche che comportano il trattamento degli animali come oggetti o merci. Eppure sono ancora tali per il codice civile italiano.

CHI SIAMO

ALI – Animal Law Italia è un’associazione di giuristi e altri professionisti che si impegna per ottenere il progresso delle leggi a tutela degli animali. Abbiamo sviluppato e consolidato un metodo di lavoro articolato su quattro pilastri fondamentali (ricerca multidisciplinare, divulgazione, advocacy e lobbying civico) che caratterizza la nostra associazione come unicum nel panorama nazionale.

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