Domenica 16 agosto la tradizionale Fiera di San Rocco di Casamassima (BA) si è svolta, per la prima volta, senza animali esposti o venduti tra le bancarelle. Un risultato che fino a pochi mesi fa sembrava lontano: a maggio, in occasione della Fiera di Santa Croce, nello stesso Comune cuccioli, conigli, volatili e tartarughe venivano ancora regolarmente commercializzati, e la richiesta di fermare la vendita era stata pubblicamente liquidata come «fanatismo».
Oggi il quadro è cambiato. Ed è cambiato perché la legge, questa volta, è stata fatta valere.
Un divieto che esisteva già, ma restava sulla carta
La Legge Regionale Puglia 19 giugno 2020, n. 2 vieta la vendita diretta o indiretta di animali in attività ambulanti od occasionali (art. 23, comma 4) e il loro utilizzo come premio o regalo in giochi, feste, sagre e lotterie (art. 24, comma 4). La Regione Puglia, con nota del 28 marzo 2022, ha chiarito che durante fiere e manifestazioni similari gli animali d’affezione «non possano essere ivi detenuti né tantomeno venduti»: è vietata, cioè, la stessa esposizione, a prescindere dallo stato di salute degli animali e dalla regolarità formale dei venditori.
Eppure, per sei anni, in decine di fiere e sagre pugliesi tutto è proseguito come prima: animali stipati in gabbie sotto il sole, esposti al rumore e alla folla, venduti d’impulso — anche a minori — in condizioni incompatibili con il loro benessere.
La campagna: dall’informativa ai risultati
L’11 giugno 2026 dodici associazioni — Animal Law Italia, che coordina l’iniziativa, insieme ad Animal, Earth ODV, La Fattoria di Nonno Peppino APS, LAV Bari, LAV Taranto, LEAL ETS, LNDC Animal Protection APS, Nati per Amarti ODV, OIPA Italia ODV, Rete dei Santuari di Animali Liberi e Zoout — hanno scritto via PEC a tutti i Comuni della Puglia, oltre 250 amministrazioni, richiamando il divieto e chiedendo atti concreti: informare organizzatori e comitati festa, inserire clausole espresse nelle concessioni dei posteggi, disporre controlli della Polizia Locale con ASL e Carabinieri Forestali.
Il primo riscontro è arrivato dal Comune di Nardò, che a fine giugno ha condiviso le richieste delle associazioni, trasmettendo la comunicazione ai Comitati Feste e all’associazione degli ambulanti e impegnandosi a richiamare il divieto nelle concessioni dei posteggi.
A inizio agosto, in vista delle fiere di Ferragosto, Animal Law Italia ha diffidato formalmente i Comuni di Rutigliano, Casamassima e Alezio. I risultati non si sono fatti attendere:
- alla Fiera di San Lorenzo di Rutigliano (9-10 agosto) la Polizia Locale ha fatto applicare il divieto per la prima volta;
- il Comune di Locorotondo, con l’ordinanza sindacale n. 180 dell’11 agosto 2026, ha vietato vendita, cessione, esposizione e commercializzazione di animali di qualsiasi specie per tutta la durata dell’Antica Fiera Mercato di San Rocco del 14 agosto;
- a Casamassima, dopo un ulteriore sollecito delle associazioni, il sindaco ha annunciato pubblicamente la «Fiera di San Rocco senza animali», e il 16 agosto la fiera si è effettivamente svolta senza esposizione né vendita di animali;
- ad Alezio, alla storica Fiera della Lizza (14-16 agosto), alcuni venditori si sono presentati ugualmente con animali al seguito: sono intervenute le guardie zoofile di Agriambiente Lecce, che li hanno fatti allontanare, a conferma che i controlli sul campo funzionano (e servono);
- segnali positivi anche da Molfetta, dove l’amministrazione ha assicurato che il divieto sarà fatto rispettare nella festa patronale, in programma a inizio settembre, anche in assenza di una specifica ordinanza.
«Quanto accaduto in Puglia in queste settimane dimostra che il divario tra ciò che le leggi a tutela degli animali prevedono e la realtà può essere colmato — dichiara Alessandro Ricciuti, avvocato e presidente di ALI – Animal Law Italia ETS —. Il nostro lavoro di avvocati degli animali è anche questo: attivare strumenti giuridici già esistenti, ma dimenticati dalle Istituzioni, per produrre risultati concreti. Quattro Comuni in una settimana sono la prova che, quando le amministrazioni vengono messe di fronte alle proprie responsabilità, la legge si può applicare. Continueremo a vigilare perché ciò che è accaduto a Rutigliano, Locorotondo, Casamassima e Alezio diventi la regola in tutta la regione».
Non è finita
La campagna prosegue. Le associazioni continueranno a monitorare le manifestazioni in programma nei prossimi mesi su tutto il territorio regionale, a partire dalle fiere autunnali, e a intervenire — con diffide e, ove necessario, segnalazioni alle autorità competenti — nei confronti delle amministrazioni inadempienti.
L’obiettivo, però, va oltre la Puglia: con la coalizione «Non in vendita», nata ad aprile 2026, Animal Law Italia lavora per estendere a tutta Italia il divieto di esposizione e vendita di animali vivi in fiere e mercati, sull’esempio delle oltre venti città — da Bari a Leinì — che già lo prevedono nei propri regolamenti.
Chiunque assista alla vendita, all’esposizione o alla messa in palio di animali in fiere, sagre o feste può segnalarcelo: le segnalazioni dei cittadini sono state, anche in questa campagna, il punto di partenza di ogni intervento. Le associazioni restano inoltre a disposizione dei Comuni per chiarimenti, supporto e materiali informativi.
