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In azione al Parlamento europeo per dire stop alle importazioni crudeli

Oggi, in occasione della sessione plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo, Animal Law Italia ha partecipato all'azione per chiedere l'introduzione di misure speculari in materia di benessere animale nella legislazione dell'Unione europea.

L’iniziativa, coordinata dall’associazione francese L214 e sostenuta da diverse organizzazioni europee per la protezione degli animali, ha approfittato della presenza degli eurodeputati in plenaria per portare un messaggio chiaro alle istituzioni europee: è necessario che la revisione della legislazione per il benessere animale che la Commissione europea si è impegnata a presentare entro la fine dell’anno preveda che i prodotti di origine animale importati nell’UE rispettino gli stessi standard di benessere imposti ai produttori europei.

Il problema: stesso mercato, regole diverse

Oggi l’Unione europea dispone di uno dei quadri normativi più avanzati al mondo in materia di benessere degli animali da allevamento, con regolamenti e direttive che coprono tutte le fasi della produzione, dall’allevamento al trasporto, fino alla macellazione. Tuttavia, questi standard non si applicano ai prodotti importati da Paesi terzi, la maggior parte dei quali non dispone di norme vincolanti comparabili a quelle europee. Il risultato è una doppia ingiustizia: da un lato, una concorrenza sleale per i produttori europei, costretti a sostenere costi più elevati per conformarsi alla normativa; dall’altro, la possibilità che sul mercato europeo arrivino prodotti ottenuti con pratiche vietate all’interno dell’Unione.

Le misure speculari sono uno strumento concreto e giuridicamente fondato per colmare questa lacuna, che consiste nel subordinare l’accesso al mercato UE al rispetto di standard almeno equivalenti a quelli europei. Si tratta di uno strumento che l’UE già applica in parte (ad esempio per i prodotti a base di carne provenienti dalla macellazione e per il benessere di suini e vitelli) e che è pienamente compatibile con le norme dell’Organizzazione mondiale del commercio.

L’impegno di Animal Law Italia

Il nostro rappresentante si è recato a Strasburgo con un obiettivo preciso: interloquire direttamente con i parlamentari europei italiani, portando le ragioni della campagna all’attenzione dei rappresentanti del nostro Paese. L’attività di advocacy ha prodotto risultati significativi, riscontrando un’ampia trasversalità di interesse per il tema.

In particolare, abbiamo avuto colloqui con gli europarlamentari del Movimento 5 Stelle Mario Furore, Pasquale Tridico, Valentina Palmisano, Carolina Morace e Dario Tamburrano; con Cristina Guarda del gruppo dei Verdi; e con i rappresentanti del Partito Democratico Georgia Tramacere, Brando Benifei, Stefano Bonaccini, Giuseppe Topo e Lucia Annunziata. Sono stati inoltre avviati contatti con altri parlamentari che si sono detti interessati al tema.

A ciascuno di loro abbiamo presentato il documento di posizionamento della campagna, che illustra nel dettaglio le basi giuridiche, economiche e politiche delle misure speculari e avanza due richieste concrete: codificare esplicitamente queste misure nelle direttive e nei regolamenti che disciplinano il trattamento degli animali negli allevamenti e durante il trasporto, e rafforzare le norme di controllo e tracciabilità richiedendo ai produttori extra-UE la prova di conformità agli standard europei.

«Chi difende i diritti degli animali si trova sempre a dover lottare contro un limite che sembra invalicabile: la tutela degli interessi dei settori produttivi. Le misure specchio non puntano a introdurre più oneri per i produttori europei ma anzi salvaguardano le maggiori tutele previste dalla legislazione del continente rispetto ad altre parti del mondo. Si tratta di un modello virtuoso che si potrebbe estendere ad altri settori, come il rispetto dei diritti dei lavoratori e delle norme ambientali» – Questo il commento di Cesare De Virgilio Suglia, delegato di Animal Law Italia presente a Strasburgo.

Un segnale forte per il futuro

La giornata di Strasburgo è stata un grande successo, sia per la partecipazione delle organizzazioni europee sia per la qualità del dialogo avviato con i parlamentari italiani. La richiesta di misure speculari è sostenuta da una larghissima maggioranza dei cittadini europei: ben il 96% dei partecipanti a una recente consultazione della Commissione europea si è espresso a favore. Questa politica rappresenta infatti un punto di convergenza tra tutela degli animali, equità commerciale e sovranità alimentare.

Animal Law Italia continuerà a lavorare parallelamente affinché la legislazione europea sul benessere animale venga modernizzata per essere adeguata alle nuove conoscenze scientifiche e al tempo stesso ci impegneremo affinché siano introdotte le misure speculari e non ci sia spazio per importare sofferenza animale in Europa.

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