Dopo anni di scontri a distanza con le associazioni la multinazionale Nueva Pescanova ha dichiarato ufficialmente chiuso il progetto di creare un allevamento intensivo di polpi a Gran Canaria. Il fascicolo contenenti tutte le fasi istruttorie di questo progetto, che prevedeva di occupare un’estensione di oltre 52.000 mq, verrà chiuso prima ancora che le autorità delle Canarie avessero assunto una decisione su quello che era, in assoluto, il primo progetto di allevamento di polpi a livello planetario. Nueva Pescanova si proponeva di produrre tremila tonnellate annue di polpi, destinati al mercato alimentare: un’idea che aveva immediatamente sollevato le proteste di moltissime organizzazioni di protezione animale in tutto il mondo. Una campagna conosciuta in Italia grazie all’attivismo di Compassion in World Farming (CIWF), a cui va la nostra gratitudine.
I polpi sono molluschi dalle eccezionali caratteristiche comportamentali – che hanno portato al loro riconoscimento quali esseri senzienti – capaci di eseguire operazioni complesse, utilizzare oggetti e saper individuare strategie utili alla loro sopravvivenza. Una realtà affermata dalla scienza che, purtroppo, non ha reso incompatibile l’idea di realizzare un allevamento intensivo di questi animali. Il paradosso del polpo è proprio da ricercare nei progetti di ricerca e nella diffusione di video che hanno dimostrato al grande pubblico le grandi qualità del polpo (Il mio amico in fondo al mare prodotto da Netflix e Creature luminose della regista Olivia Newman) ma che, paradossalmente, hanno anche accresciuto la richiesta del mercato e quindi le attività di pesca.
L’idea di poter creare una farm destinata all’allevamento intensivo di polpi è stata raccontata al mercato come una necessità per la conservazione della specie, attualmente in difficoltà a causa della pesca intensiva che spesso si traduce in operazioni di bracconaggio. In realtà non si è voluto tenere conto delle difficoltà nell’allevamento di una specie solitaria, territoriale e molto intelligente e delle conseguenti sofferenze che sarebbero state causate agli animali. Questa bugia sulla conservazione della specie non ha impedito di mettere la parola “fine” al progetto di Nueva Pescanova e le associazioni hanno già fatto sapere che non si fermeranno, per evitare future rivisitazioni e riproposizioni di un’idea crudele.
La battaglia deve quindi continuare, anche perché l’azienda spagnola ha dichiarato che la rinuncia alla creazione dell’allevamento di Gran Canaria non significa affatto l’abbandono del progetto di allevamento dei polpi, che si dichiara pronta a realizzare in altri territori. Servirà non abbassare la guardia per evitare che quello che si è chiuso nei mari spagnoli non riemerga altrove, magari in paesi che hanno una legislazione più permissiva in termini ambientali e di tutela degli animali.
